domenica 21 novembre 2010

Spurs e Hornets continuano la grande marcia

Forse non ce lo saremmo mai aspettati, ma gli Hornets e gli Spurs hanno iniziato le rispettive stagioni in modo pressochè perfetto.
La truppa di coach Popovich, dopo un'estate in cui sono mancate le certezze(si voleva mettere sul mercato Parker e Jefferson, e c'era voglia di "ricostruire" in modo non proprio ordinato diciamo) i vari, già conosciuti, problemi fisici dell'uomo simbolo della squadra Tim Duncan facevano presagire a momenti non proprio brillantissimi(nonostante l'ingaggio di una valida alternativa in ruolo di pivot come Splitter, a mio modo di vedere)durante la RS in corso.
Tempo un mese, e noi tutti, almeno per il momento, dobbiamo ricrederci. Infatti, la franchigia del Texas, dopo la vittoria della scorsa notte sui Cavs, si sono portati alla decima vittoria di fila, dopo 12 match! Ciò che più sta colpendo di questo team è la difesa asfissiante fatta notare in varie situazioni di gioco, aggiunta al ruolo di altri componenti del roster, che non rispondono ai nomi dei vari Ginobili, Duncan e Parker(finalmente un Jefferson utile per il sistema Popovich). Queste due principali componenti(perchè come sappiamo bene, quando si giudica nel basket, bisogna spaziarsi su varie circostanze, e non basta vedere la difesa o l'attacco) fan sì che gli Spurs dopo questo primo mesetto di NBA, siano 11-1 davanti a tutti.
L'unica sconfitta patita da Tim Duncan e compagni fu proprio con un'altra sopresa di questo inizio di stagione, i New Orleans Hornets. Team che si ritrova 10-1 fino ad ora, riuscito a centare ben 8 vittorie di fila, nei rispettivi primi 8 incontri della stagione.I vari  Chris Paul, West, Ariza, e Okafor, oltre ad un apporto più che discreto dalla panca di validi comprimari, ovviamente grazie al lavoro del nuovo coach Williams, stanno facendo saltare di gioia i propri fans.
Ciò che personalmente più mi colpisce(cosìccome motli altri miei connazionali) è che finalmente, almeno fino ad ora, Marco Belinelli si sta dimostrando all'altezza di giocare in NBA; dopo 3 anni di "purgatorio" la stagione del Beli, sembra poter terminare in modo positivo( ed ora, visto che ho parlato, tocchiamoci tutti per Marco!).
Ora la domanda è una: Quanto riusciranno a durare questi due team?
More to come...

domenica 14 novembre 2010

Monty Williams batte il suo maestro, D-Will regala la vittoria ai Jazz

Dopo un periodo pieno di studio e di impegni, si torna a scrivere qualcosina, finalmente.
La notte appena passata, ha dato, come sempre, spunti interessanti su cui spendere due paroline.
Gli Hornets continuano la propria corsa, e mettono a referto l'ottava vittoria consecutiva, su altrettanti incontri. Le vittime di turno sono i Trail Blazers. Un grande Beli, una difesa molto ben organizzata, un Chris Paul come sempre eccelso(oltre alle solitie buone prestazioni di  West e Ariza), ed un buon apporto dalla panchina, sono stati gli elementi fondamentali per riuscire a battere per 107-87 il team dell'Oregon , ex squadra del coach degli Hornets Williams("tirocinante" per 5 anni come A.C.) che oltre a mantenersi imbattuto come head coach, è riuscito a togliersi anche la soddisfazione di battere "il proprio maestro" Nate McMillan.
Da New Orleans, si passa a Charlotte- e non per collegamenti legati al passato- dove era di scena Bobcats-Jazz. Ultimamente i Jazz stanno facendo partite a dir poco eccezionali, basti pensare a come abbiano espugnato gli Heat(da menzionare senza discutere, la partita della vita di Millsap!) e i Magic, con rimonte degne davvero di nota. Questa volta la squadra di Salt Lake, essendo stata sotto anche per più di 18 punti, grazie alle grandi prove di Williams, Jefferson(finalmente non più un "mangia palloni" come in Minnsota) e del solito, ormai, Millsap sono riusciti per l'ennesima volta a rimettersi in gioco. Partita risolta a 0.8 secondi alla fine con una prodezza(la "lacrima") del play ex Illinois a 0.8 secondi dalla fine. Finale 96-95

Altri risultati della notte:

Warriors @ Bucks 72-79
Wizards @ Bulls  96-103
Raptors @ Heat 100-109
Magic @ Nets 91-90
Pacers @ Cavs 99-85
76ers  @ Spurs 93-116
Celtics @ Grizzlies 116-110

sabato 30 ottobre 2010

Nash to Stoudamire...a no scusate, è Warrick!

La NBA è cominciata ormai da tre giorni, e si è visto. Ieri, nel match che vedeva i Suns scontrarsi con i Jazz, un'azione tremendamente bella in pick-and-roll tra Nash e Warrick, ha rimandato alle vecchie situazioni  a due tra il magico playmaker della franchigia dell'Arizona ed il neo-Knicks Amare'è Stoudamire.
Provate a cercare su youtube qualche azione in "blocco, giro e schiacciatona"(meglio non si può spiegare) tra l'ex Maverick ed il centrone. Vi stupirete per la somiglianza di alcuni highlights con questa.
Ovviamente scrivo tutto per questo per dirvi solo una cosa: Questo è Warrick, non "Stat"!!!

domenica 24 ottobre 2010

NBA Preview: Western Conference


Abbiamo fatto le nostre previsioni per l'Est, ora è il turno di passare dall'altra parte del continente, ed esplorare la Western Conference.

Northwest Divison:
Denver Nuggets, Minnesota Timberwolves, Oklahoma City Thunder, Portland TrailBlazers, Utah Jazz.

Innanzitutto, è un'interessantissima divison. I Thunder dell'astro nascente(pardon, nato!) Durant e dei giovani talentissimi sembrano poter guidarla(anno in cui in molti si aspettano grandissime cose da parte di questi ragazzuoli. Non devono fallire), seguiti dai Nuggets, che nonostante i vari problemi interni, sono ancora una buonissima squadra, i Jazz, con il nuovo lungo Jefferson che dovrà inserirsi nel sistema Sloan, e i Blazers, franchigia che potrebbe e poteva sfondare già due anni fa, ma che alla fine non è riuscita a portare a termine gli obiettivi prestabiliti, nonostante comunque una buona impressione fornita ai critici durante queste ultime annate. Per finire, i T'Wolves, senza troppe discussioni, seppur abbiano agito in modo più che discreto sul mercato, risulteranno, anche per quest'anno, il fanalino di coda della Northwest.


Pacific Divison:
Golden State Warriors, LA Clippers, LA Lakers, Phoenix Suns, Sacramento Kings

La division dei campioni NBA. Non sprechiamo neanche il fiato per dire chi emergerà come vincitore. Per quanto riguarda le altre quattro posizioni, possiamo dire che probabilmente i Suns arriveranno davanti alle altre squadre. Detto ciò però, precisiamo che i Suns secondo me faranno fatica ad andare ai POs, anzi probabilmente neanche ci arriveranno. Questo spiega, che tolti i Lakers, questa division non presenta squadre forti, ma certamente possiamo considerarle "in fieri" o quasi; ad esempio i nuovi Warriors, che potrebbero rilevarsi la sorpesa della divison, o sprofondare nelle ultime posizioni dell'intera NBA(il fattore mentale per questa squadra sarà fondamentale), oppure i Kings, pronti a "svezzare" il rookie Cousins e a provare a fare una stagione dignitosa, diverse dalle recenti, passando per i Clippers, squadra debole e con pochi punti di riferimento, ma vogliosa di rialzarsi. Division nettamente inferiore alle altre

Southwest Divison:
Dallas Mavericks, Houston Rockets, Memphis Grizzlies, New Orleans Hornets, San Antonio Spurs.

Eccola qua, una division molto ma molto interessante.
Le tre texane probabilmente partono favorite rispetto a Memphis e a NO, ma ciò non significa che durante l'anno il processo possa invertire. Infatti, Memphis, sin dalla pre-season, ha fatto capire che è pronta per i POs, mentre gli Hornets del Beli, credono e sperano di poter anch'essi arrivare alla post-season in modo tranquillo. Riprendendo il discorso delle tre Texane, possiamo dire che ora come ora i Mavs li vedo davanti a tutti, seguiti dai "vecchietti" di San Antonio e dalle promesse di Houston. More to come...
Ripeto, questa divison è la più bella, interessante ed imprevedibile di tutte.


Adesso, non ci resta che attendre l'inizio della lega più bella del mondo.
Vi lascio con questo bel video trovato in rete. Enjoy

NBA Preview: Eastern Conference


Tra pochissimo la stagione NBA 2010-2011 aprirà i battenti, ed ora più che mai, è tempo di pronostici e previsioni.
Partiamo dalla costa Est.

Atlantic Division:

Boston Celtics, New Jersey Nets, New York Knicks, Philadelphia 76ers, Toronto Raptors.

In questa conference, senza alcun dubbio, usciranno come vincitori alla fine della regular season i vice-campioni NBA, i Celtics, che punteranno ancora sulla loro esperienza per riuscire a raggiungere un altro anello. Impresa alquanto difficile, ma Coach Rivers e compagni sembrano intenzionati a stupire come l'anno scorso. Uno dei nuovi innesti in Massachussets, un certo(...) Shaquille O'Neal, ha ancora voglia di dimostrare che, anche se a carriera pressochè finita, può risultar decisivo nei momenti chiave. Per quanto riguarda le altre squadre che compongono l'Atlantic, non si può scegliere la più forte, anche perchè il livello tecnico è più o meno simile; forse i più deboli sulla carta quest'anno sembrano i Raptors del "Mago" Bargnani, che però finalmente, dopo l'addio del presuntoso e "mangia palloni" Bosh, potrebbe essere il go-to-guy della Franchigia canadese. Nel complesso comunque, il team allenato da Triano, appare davvero poco temibile, e presumibilmente terminerà la stagione vedendo un bel pò di squadre dal basso verso l'alto in classifica. Le altre tre, Knicks, 76ers Nets, sono anch'esse squadre sulla carta "medio-basse". Ovviamente partono tutte e tre come squadre da 30-35 vittorie a stagione, ma non mi soprenderei a vedere una delle tre arrivare a fatica tra le prime dieci forze a Est; per i playoffs è forse troppo presto.

Central Divison:
Chicago Bulls, Cleveland Cavaliers, Detroit Pistons, Indiana Pacers, Milwaukee Bucks.

In questa conference, che complessivamente non sembra una delle più forti, partono con una marcia in più i Bulls, seguiti dai Bucks. Queste due squadre, rinforzate, o quantomeno "cambiate" durante l'estate di mercato, le prevedo sicuramente ai POs. Per la prima, grazie alla firma di un allenatore preparato(ma senza esperienze da head coach in NBA)come Thiboudeau, e all'aggiunta al roster di gente valida come ad esempio Korver, e/o soprattutto Boozer, si preannuncia una stagione sicuramente molto positiva, e sinceramente, azzarderei anche un terzo o quarto posto a Est. Le restanti squadre, sono le tipiche squadre che potrebbero cadere in un baratro profondo da un momento all'altro, fatta una piccola eccezzione per i Pacers; Infatti Cavs e Pistons, sono destinati a trascorrere la stagione in zone non proprio "favolose", mentre per la squadra di Indianapolis, nonostante i POs siano quasi un miraggio, potrebbe essere una stagione "di prova" per molti componenti del team, uno fra tutti l'ex UCLA Darren Collison, reduce da una buona e soprendente stagione in Luoisiana con New Orleans.

Southeast Divison:
Atlanta Hawks, Charlotte Bobcats, Miami Heat, Orlando Magic.

Passiamo nel Sud-est Statunitense. Questa divison, è certamente la più competitiva della Conference. I Miami Heat dei "Big 3" sono ovviamente i favoriti, e potrebbero letteralmente dominare la RS. Sulla carta, a livello di roster infatti, il team della Florida non ha rivali in tutta la lega, ma la differenza tra l'"aver le carte in regola per vincere" e "vincere" ci passano un sacco di cose, ma questo credo che lo sappiano tutti. Un'altra squadra che è alla ricerca di un titolo è Orlando, chein pochi anni, è riuscita a costruire una super-squadra, che però ancora non è arrivata fino in fondo. Staremo a vedere se Howard e compagnia bella, sarà in grado di poter riuscire a conquistare questo ambizioso titolo. Dalla Florida si passa in Georgia. Gli Hawks, reduci da una positiva stagione, se togliamo l'allenatore, non han cambiato quasi nulla(i soldi spesi per i prolungamenti di contratto di vari giocatori ne sono un esempio) e quest'anno potrebbero procedere passo dopo passo in stagione sulla falsa riga del precedente. La previsione su Atlanta però , mi porta a dire solo che potrebbe "sopravvivere" giusto al primo turno dei Pos.
Le restanti Charlotte e Washington potrebbero avere lo stesso percorso durante la stagione. Squadre totalmente diverse a livello tecnico, con giocatori totalmente diversi, ma che potrebbero stupire, cosìccome avere un'annata sotto le aspettative.


P.S. Comunque, vista la mia fama come "non-azzeccatore" di pronostici,(per qualsiasi cosa) non fidatevi!

sabato 16 ottobre 2010

Cavaliers, quanto è distante il baratro?

La città di Cleveland, quest'estate, in diretta Tv (ESPN) è stata abbattuta. La scelta del loro simbolo LeBron-perchè "The Choosen One" rappresentava quasi uno stato, non solo una franchigia- ha letteralmente fatto crollare il morale di molti fan sparsi per lo Stato del Northwest, e da quel momento in poi, la frase che è andata,e che va di moda ancora adesso è "The Big Mistake in The Lake". Non credo servano interpretazioni per capire questa espressione e quest'anno probabilmente, a prescindere dalle dichiarazioni di Gilbert, owner della squadra, (provocazioni e "incazzature" post-James, è ovvio dai!)che sfidò e attaccò duramente LBJ, i Cavs, saranno una delle squadre che, in rapporto vittorie stagione 2010-vittorie stagione 2011, scenderanno più in basso. la partenza del "Prescelto", sta a spiegare chiaramente che non è stato fatto il dovuto sul mercato per permettere a James di vincere quel famoso anello che gli manca(anche se la colpa non è solo degli altri, questo va detto...). Detto ciò, e visto i resoconti dell'Estate, la stagione dei Cavaliers si presenta con più ombre che luci. James, come sappiamo tutti, era "la squadra"; scherzi a parte, i giocatori di talento non mancano, ed è presente un allenatore affidabile come Scott, che potrebbe essere in grado di motivare ogni singolo giocatore a far bene. Ciò che a me personalmente preoccupa, è il fatto che questa squadra non abbia un leader vero e proprio, e forse per l'ex coach dei Nets e degli Hornets, sarà difficile fare giocare una squadra senza un punto fisso. (esperienze passate di Scott: a NJ c'era Kidd, in Luoisiana c'era Paul)La curiosità non manca neanche per vedere Cleveland all'azione, ma ciò che potrebbe realmente suscitare interesse, è il veder giocare un team senza la loro stella, il loro punto di riferimento. LeBron. Per quanto riguarda i risultati, beh, la mia curiosità(e non solo la mia) scende parecchio...
La probabilità più elevate sono quelle di non vedere Cleveland neanche ai Playoff, e vederla scendere così in basso, dopo quattro anni trascorsi sempre tra le più alte posizioni in NBA,  di sicuro non mette allegria.

mercoledì 13 ottobre 2010

Dove possono arrivare questi Bucks?

L'anno passato è stato senza dubbio molto buono per Milwaukee,rivelatasi una delle sorpese della lega con un ottimo 46-36 al termine della regular season, oltre ad una grande battaglia al primo turno dei playoffs contro i forti Hawks, persa 4-3, con il "big man" Australiano della squadra Andrew Bogut (Braccio e polso fuori uso, dopo una brutta caduta in seguito ad una schiacciata nel finale di stagione), pedina fondamentale nello "scacchiere" di coach Skiles, fuori uso. Una delle soprese dello scorso anno nella "città di Fonzie" è stata Brandon Jennings, stella ai tempi della Oak Hill Accademy e mezzo flop a Roma(motivi di minutaggio  e feeling con  l'ambiente e con il tipo di gioco "europeo").Molti ovviamente, stentavano a credere, più che al talento, al grande approccio immediato con la NBA, e prontamente "Young Buck" li ha smentiti. Di certo ci sono stati dei limiti che andranno migliorati nel tempo, come ad esempio (è ancora un ragazzetto)il 37% nei tiri dal campo, e  varie scelte offensive e difensive rivedibili, ma ciò che ha colpito di più del nativo di Compton sono stati il saper giudare con grinta e coraggio una squadra fino ai playoffs. Sono state varie le partite ad alto livello di Brandon(soprattutto nella prima parte di stagione, poi c'è stato un calo, che però non ha influito con i risultati della franchigia); per citare la più famosa, come scordare i 55 punti contro gli Warriors? E' praticamente impossibile, anche perchè a segnarli non è stato LeBron o Kobe!(mettiamo da parte la difesa di Golden State però eh...). Come detto precedentemente, nonostante un calo progressivo da metà stagione in poi, è riuscito a dimostarsi "pronto" a guidare una squadra con record vincente fin dal primo anno. Da BJ, passiamo ad altre due pedine molto importanti per Skiles la scorsa stagione: Bogut, come detto all'inizio, e John Salmons. Quest'ultimo preso prima della "trade deadline" di Febbraio, è riuscito a creare molte soluzioni offensive(anche per merito dell'head coach), per un team che fino a poco tempo prima dell'approdo dell'ex Bulls, affidava i propri attacchi praticamente solo a Jennings e al centrone Bogut. Proprio lui, il "big man" che ha garantito per un anno intero difesa e attacco allo stesso tempo, per poi dover rinunciare ai POs per l'infortunio accennato in precedenza. Altre menzioni speciali ovviamente spettano, in primo luogo, all'allenatore Skiles, il quale è riuscito a garantire alla squadra equilibrio su entrambi i lati del campo, e ai vari comprimari come Mbah Moute (a mio avviso difensore eccezionale, fin dai tempi di UCLA), il play diligente Ridnour, senza dimenticarsi di uno dei protagonisti degli ultimi mondiali, il Turco Ilyasova(tralasciando gli altri, 
altrimenti dovrei elencare tutto il roster!).
Il mercato estivo della franchigia è stato molto attivo, e i cambiamenti non si sono fatti attendere. Le aggiunte al roster dei vari Maggette, Douglas-Roberts, oltre a Dooling e Gooden, o la conferma di Salmons, hanno, sulla carta, migliorato la qualità del team, seppur dovendo "sacrificare" un giocatore che io stimo molto,Ridnour.
A livello tecnico, Skiles avrà il ruolo più complicato, e perciò decisivo. Dovrà esser bravo a far "coesistere" molti "role players" (esempio lampante Salmons, Maggette, per dare l'idea),ed il probabile rientro di Redd "complicherebbe" il suo lavoro in questo senso. I Bucks sono una squadra che quest'anno seguirò molto perchè la sfida che la società ha lanciato a Skiles e compagnia bella, non è delle più facili, e suscita in me molta curiosità: Fare quel "salto di qualità", confermandosi tra le posizioni alte della classifica, e aumentare il record della passata stagione. Ci riusciranno? Lo scopriremo queta primavera.