Forse non ce lo saremmo mai aspettati, ma gli Hornets e gli Spurs hanno iniziato le rispettive stagioni in modo pressochè perfetto.
La truppa di coach Popovich, dopo un'estate in cui sono mancate le certezze(si voleva mettere sul mercato Parker e Jefferson, e c'era voglia di "ricostruire" in modo non proprio ordinato diciamo) i vari, già conosciuti, problemi fisici dell'uomo simbolo della squadra Tim Duncan facevano presagire a momenti non proprio brillantissimi(nonostante l'ingaggio di una valida alternativa in ruolo di pivot come Splitter, a mio modo di vedere)durante la RS in corso.
Tempo un mese, e noi tutti, almeno per il momento, dobbiamo ricrederci. Infatti, la franchigia del Texas, dopo la vittoria della scorsa notte sui Cavs, si sono portati alla decima vittoria di fila, dopo 12 match! Ciò che più sta colpendo di questo team è la difesa asfissiante fatta notare in varie situazioni di gioco, aggiunta al ruolo di altri componenti del roster, che non rispondono ai nomi dei vari Ginobili, Duncan e Parker(finalmente un Jefferson utile per il sistema Popovich). Queste due principali componenti(perchè come sappiamo bene, quando si giudica nel basket, bisogna spaziarsi su varie circostanze, e non basta vedere la difesa o l'attacco) fan sì che gli Spurs dopo questo primo mesetto di NBA, siano 11-1 davanti a tutti.
L'unica sconfitta patita da Tim Duncan e compagni fu proprio con un'altra sopresa di questo inizio di stagione, i New Orleans Hornets. Team che si ritrova 10-1 fino ad ora, riuscito a centare ben 8 vittorie di fila, nei rispettivi primi 8 incontri della stagione.I vari Chris Paul, West, Ariza, e Okafor, oltre ad un apporto più che discreto dalla panca di validi comprimari, ovviamente grazie al lavoro del nuovo coach Williams, stanno facendo saltare di gioia i propri fans.
Ciò che personalmente più mi colpisce(cosìccome motli altri miei connazionali) è che finalmente, almeno fino ad ora, Marco Belinelli si sta dimostrando all'altezza di giocare in NBA; dopo 3 anni di "purgatorio" la stagione del Beli, sembra poter terminare in modo positivo( ed ora, visto che ho parlato, tocchiamoci tutti per Marco!).
Ora la domanda è una: Quanto riusciranno a durare questi due team?
More to come...
domenica 21 novembre 2010
domenica 14 novembre 2010
Monty Williams batte il suo maestro, D-Will regala la vittoria ai Jazz
Dopo un periodo pieno di studio e di impegni, si torna a scrivere qualcosina, finalmente.
La notte appena passata, ha dato, come sempre, spunti interessanti su cui spendere due paroline.
Gli Hornets continuano la propria corsa, e mettono a referto l'ottava vittoria consecutiva, su altrettanti incontri. Le vittime di turno sono i Trail Blazers. Un grande Beli, una difesa molto ben organizzata, un Chris Paul come sempre eccelso(oltre alle solitie buone prestazioni di West e Ariza), ed un buon apporto dalla panchina, sono stati gli elementi fondamentali per riuscire a battere per 107-87 il team dell'Oregon , ex squadra del coach degli Hornets Williams("tirocinante" per 5 anni come A.C.) che oltre a mantenersi imbattuto come head coach, è riuscito a togliersi anche la soddisfazione di battere "il proprio maestro" Nate McMillan.
Da New Orleans, si passa a Charlotte- e non per collegamenti legati al passato- dove era di scena Bobcats-Jazz. Ultimamente i Jazz stanno facendo partite a dir poco eccezionali, basti pensare a come abbiano espugnato gli Heat(da menzionare senza discutere, la partita della vita di Millsap!) e i Magic, con rimonte degne davvero di nota. Questa volta la squadra di Salt Lake, essendo stata sotto anche per più di 18 punti, grazie alle grandi prove di Williams, Jefferson(finalmente non più un "mangia palloni" come in Minnsota) e del solito, ormai, Millsap sono riusciti per l'ennesima volta a rimettersi in gioco. Partita risolta a 0.8 secondi alla fine con una prodezza(la "lacrima") del play ex Illinois a 0.8 secondi dalla fine. Finale 96-95
Altri risultati della notte:
Warriors @ Bucks 72-79
Wizards @ Bulls 96-103
Raptors @ Heat 100-109
Magic @ Nets 91-90
Pacers @ Cavs 99-85
76ers @ Spurs 93-116
Celtics @ Grizzlies 116-110
La notte appena passata, ha dato, come sempre, spunti interessanti su cui spendere due paroline.
Gli Hornets continuano la propria corsa, e mettono a referto l'ottava vittoria consecutiva, su altrettanti incontri. Le vittime di turno sono i Trail Blazers. Un grande Beli, una difesa molto ben organizzata, un Chris Paul come sempre eccelso(oltre alle solitie buone prestazioni di West e Ariza), ed un buon apporto dalla panchina, sono stati gli elementi fondamentali per riuscire a battere per 107-87 il team dell'Oregon , ex squadra del coach degli Hornets Williams("tirocinante" per 5 anni come A.C.) che oltre a mantenersi imbattuto come head coach, è riuscito a togliersi anche la soddisfazione di battere "il proprio maestro" Nate McMillan.
Da New Orleans, si passa a Charlotte- e non per collegamenti legati al passato- dove era di scena Bobcats-Jazz. Ultimamente i Jazz stanno facendo partite a dir poco eccezionali, basti pensare a come abbiano espugnato gli Heat(da menzionare senza discutere, la partita della vita di Millsap!) e i Magic, con rimonte degne davvero di nota. Questa volta la squadra di Salt Lake, essendo stata sotto anche per più di 18 punti, grazie alle grandi prove di Williams, Jefferson(finalmente non più un "mangia palloni" come in Minnsota) e del solito, ormai, Millsap sono riusciti per l'ennesima volta a rimettersi in gioco. Partita risolta a 0.8 secondi alla fine con una prodezza(la "lacrima") del play ex Illinois a 0.8 secondi dalla fine. Finale 96-95
Altri risultati della notte:
Warriors @ Bucks 72-79
Wizards @ Bulls 96-103
Raptors @ Heat 100-109
Magic @ Nets 91-90
Pacers @ Cavs 99-85
76ers @ Spurs 93-116
Celtics @ Grizzlies 116-110
sabato 30 ottobre 2010
Nash to Stoudamire...a no scusate, è Warrick!
La NBA è cominciata ormai da tre giorni, e si è visto. Ieri, nel match che vedeva i Suns scontrarsi con i Jazz, un'azione tremendamente bella in pick-and-roll tra Nash e Warrick, ha rimandato alle vecchie situazioni a due tra il magico playmaker della franchigia dell'Arizona ed il neo-Knicks Amare'è Stoudamire.
Provate a cercare su youtube qualche azione in "blocco, giro e schiacciatona"(meglio non si può spiegare) tra l'ex Maverick ed il centrone. Vi stupirete per la somiglianza di alcuni highlights con questa.
Ovviamente scrivo tutto per questo per dirvi solo una cosa: Questo è Warrick, non "Stat"!!!
Provate a cercare su youtube qualche azione in "blocco, giro e schiacciatona"(meglio non si può spiegare) tra l'ex Maverick ed il centrone. Vi stupirete per la somiglianza di alcuni highlights con questa.
Ovviamente scrivo tutto per questo per dirvi solo una cosa: Questo è Warrick, non "Stat"!!!
domenica 24 ottobre 2010
NBA Preview: Western Conference
Abbiamo fatto le nostre previsioni per l'Est, ora è il turno di passare dall'altra parte del continente, ed esplorare la Western Conference.
Northwest Divison:
Denver Nuggets, Minnesota Timberwolves, Oklahoma City Thunder, Portland TrailBlazers, Utah Jazz.
Innanzitutto, è un'interessantissima divison. I Thunder dell'astro nascente(pardon, nato!) Durant e dei giovani talentissimi sembrano poter guidarla(anno in cui in molti si aspettano grandissime cose da parte di questi ragazzuoli. Non devono fallire), seguiti dai Nuggets, che nonostante i vari problemi interni, sono ancora una buonissima squadra, i Jazz, con il nuovo lungo Jefferson che dovrà inserirsi nel sistema Sloan, e i Blazers, franchigia che potrebbe e poteva sfondare già due anni fa, ma che alla fine non è riuscita a portare a termine gli obiettivi prestabiliti, nonostante comunque una buona impressione fornita ai critici durante queste ultime annate. Per finire, i T'Wolves, senza troppe discussioni, seppur abbiano agito in modo più che discreto sul mercato, risulteranno, anche per quest'anno, il fanalino di coda della Northwest.
Pacific Divison:
Golden State Warriors, LA Clippers, LA Lakers, Phoenix Suns, Sacramento Kings
La division dei campioni NBA. Non sprechiamo neanche il fiato per dire chi emergerà come vincitore. Per quanto riguarda le altre quattro posizioni, possiamo dire che probabilmente i Suns arriveranno davanti alle altre squadre. Detto ciò però, precisiamo che i Suns secondo me faranno fatica ad andare ai POs, anzi probabilmente neanche ci arriveranno. Questo spiega, che tolti i Lakers, questa division non presenta squadre forti, ma certamente possiamo considerarle "in fieri" o quasi; ad esempio i nuovi Warriors, che potrebbero rilevarsi la sorpesa della divison, o sprofondare nelle ultime posizioni dell'intera NBA(il fattore mentale per questa squadra sarà fondamentale), oppure i Kings, pronti a "svezzare" il rookie Cousins e a provare a fare una stagione dignitosa, diverse dalle recenti, passando per i Clippers, squadra debole e con pochi punti di riferimento, ma vogliosa di rialzarsi. Division nettamente inferiore alle altre
Southwest Divison:
Dallas Mavericks, Houston Rockets, Memphis Grizzlies, New Orleans Hornets, San Antonio Spurs.
Eccola qua, una division molto ma molto interessante.
Le tre texane probabilmente partono favorite rispetto a Memphis e a NO, ma ciò non significa che durante l'anno il processo possa invertire. Infatti, Memphis, sin dalla pre-season, ha fatto capire che è pronta per i POs, mentre gli Hornets del Beli, credono e sperano di poter anch'essi arrivare alla post-season in modo tranquillo. Riprendendo il discorso delle tre Texane, possiamo dire che ora come ora i Mavs li vedo davanti a tutti, seguiti dai "vecchietti" di San Antonio e dalle promesse di Houston. More to come...
Ripeto, questa divison è la più bella, interessante ed imprevedibile di tutte.
Adesso, non ci resta che attendre l'inizio della lega più bella del mondo.
Vi lascio con questo bel video trovato in rete. Enjoy
NBA Preview: Eastern Conference
Tra pochissimo la stagione NBA 2010-2011 aprirà i battenti, ed ora più che mai, è tempo di pronostici e previsioni.
Partiamo dalla costa Est.
Atlantic Division:
Boston Celtics, New Jersey Nets, New York Knicks, Philadelphia 76ers, Toronto Raptors.
In questa conference, senza alcun dubbio, usciranno come vincitori alla fine della regular season i vice-campioni NBA, i Celtics, che punteranno ancora sulla loro esperienza per riuscire a raggiungere un altro anello. Impresa alquanto difficile, ma Coach Rivers e compagni sembrano intenzionati a stupire come l'anno scorso. Uno dei nuovi innesti in Massachussets, un certo(...) Shaquille O'Neal, ha ancora voglia di dimostrare che, anche se a carriera pressochè finita, può risultar decisivo nei momenti chiave. Per quanto riguarda le altre squadre che compongono l'Atlantic, non si può scegliere la più forte, anche perchè il livello tecnico è più o meno simile; forse i più deboli sulla carta quest'anno sembrano i Raptors del "Mago" Bargnani, che però finalmente, dopo l'addio del presuntoso e "mangia palloni" Bosh, potrebbe essere il go-to-guy della Franchigia canadese. Nel complesso comunque, il team allenato da Triano, appare davvero poco temibile, e presumibilmente terminerà la stagione vedendo un bel pò di squadre dal basso verso l'alto in classifica. Le altre tre, Knicks, 76ers Nets, sono anch'esse squadre sulla carta "medio-basse". Ovviamente partono tutte e tre come squadre da 30-35 vittorie a stagione, ma non mi soprenderei a vedere una delle tre arrivare a fatica tra le prime dieci forze a Est; per i playoffs è forse troppo presto.
Central Divison:
Chicago Bulls, Cleveland Cavaliers, Detroit Pistons, Indiana Pacers, Milwaukee Bucks.
In questa conference, che complessivamente non sembra una delle più forti, partono con una marcia in più i Bulls, seguiti dai Bucks. Queste due squadre, rinforzate, o quantomeno "cambiate" durante l'estate di mercato, le prevedo sicuramente ai POs. Per la prima, grazie alla firma di un allenatore preparato(ma senza esperienze da head coach in NBA)come Thiboudeau, e all'aggiunta al roster di gente valida come ad esempio Korver, e/o soprattutto Boozer, si preannuncia una stagione sicuramente molto positiva, e sinceramente, azzarderei anche un terzo o quarto posto a Est. Le restanti squadre, sono le tipiche squadre che potrebbero cadere in un baratro profondo da un momento all'altro, fatta una piccola eccezzione per i Pacers; Infatti Cavs e Pistons, sono destinati a trascorrere la stagione in zone non proprio "favolose", mentre per la squadra di Indianapolis, nonostante i POs siano quasi un miraggio, potrebbe essere una stagione "di prova" per molti componenti del team, uno fra tutti l'ex UCLA Darren Collison, reduce da una buona e soprendente stagione in Luoisiana con New Orleans.
Southeast Divison:
Atlanta Hawks, Charlotte Bobcats, Miami Heat, Orlando Magic.
Passiamo nel Sud-est Statunitense. Questa divison, è certamente la più competitiva della Conference. I Miami Heat dei "Big 3" sono ovviamente i favoriti, e potrebbero letteralmente dominare la RS. Sulla carta, a livello di roster infatti, il team della Florida non ha rivali in tutta la lega, ma la differenza tra l'"aver le carte in regola per vincere" e "vincere" ci passano un sacco di cose, ma questo credo che lo sappiano tutti. Un'altra squadra che è alla ricerca di un titolo è Orlando, chein pochi anni, è riuscita a costruire una super-squadra, che però ancora non è arrivata fino in fondo. Staremo a vedere se Howard e compagnia bella, sarà in grado di poter riuscire a conquistare questo ambizioso titolo. Dalla Florida si passa in Georgia. Gli Hawks, reduci da una positiva stagione, se togliamo l'allenatore, non han cambiato quasi nulla(i soldi spesi per i prolungamenti di contratto di vari giocatori ne sono un esempio) e quest'anno potrebbero procedere passo dopo passo in stagione sulla falsa riga del precedente. La previsione su Atlanta però , mi porta a dire solo che potrebbe "sopravvivere" giusto al primo turno dei Pos.
Le restanti Charlotte e Washington potrebbero avere lo stesso percorso durante la stagione. Squadre totalmente diverse a livello tecnico, con giocatori totalmente diversi, ma che potrebbero stupire, cosìccome avere un'annata sotto le aspettative.
P.S. Comunque, vista la mia fama come "non-azzeccatore" di pronostici,(per qualsiasi cosa) non fidatevi!
sabato 16 ottobre 2010
Cavaliers, quanto è distante il baratro?
La città di Cleveland, quest'estate, in diretta Tv (ESPN) è stata abbattuta. La scelta del loro simbolo LeBron-perchè "The Choosen One" rappresentava quasi uno stato, non solo una franchigia- ha letteralmente fatto crollare il morale di molti fan sparsi per lo Stato del Northwest, e da quel momento in poi, la frase che è andata,e che va di moda ancora adesso è "The Big Mistake in The Lake". Non credo servano interpretazioni per capire questa espressione e quest'anno probabilmente, a prescindere dalle dichiarazioni di Gilbert, owner della squadra, (provocazioni e "incazzature" post-James, è ovvio dai!)che sfidò e attaccò duramente LBJ, i Cavs, saranno una delle squadre che, in rapporto vittorie stagione 2010-vittorie stagione 2011, scenderanno più in basso. la partenza del "Prescelto", sta a spiegare chiaramente che non è stato fatto il dovuto sul mercato per permettere a James di vincere quel famoso anello che gli manca(anche se la colpa non è solo degli altri, questo va detto...). Detto ciò, e visto i resoconti dell'Estate, la stagione dei Cavaliers si presenta con più ombre che luci. James, come sappiamo tutti, era "la squadra"; scherzi a parte, i giocatori di talento non mancano, ed è presente un allenatore affidabile come Scott, che potrebbe essere in grado di motivare ogni singolo giocatore a far bene. Ciò che a me personalmente preoccupa, è il fatto che questa squadra non abbia un leader vero e proprio, e forse per l'ex coach dei Nets e degli Hornets, sarà difficile fare giocare una squadra senza un punto fisso. (esperienze passate di Scott: a NJ c'era Kidd, in Luoisiana c'era Paul)La curiosità non manca neanche per vedere Cleveland all'azione, ma ciò che potrebbe realmente suscitare interesse, è il veder giocare un team senza la loro stella, il loro punto di riferimento. LeBron. Per quanto riguarda i risultati, beh, la mia curiosità(e non solo la mia) scende parecchio...
La probabilità più elevate sono quelle di non vedere Cleveland neanche ai Playoff, e vederla scendere così in basso, dopo quattro anni trascorsi sempre tra le più alte posizioni in NBA, di sicuro non mette allegria.
La probabilità più elevate sono quelle di non vedere Cleveland neanche ai Playoff, e vederla scendere così in basso, dopo quattro anni trascorsi sempre tra le più alte posizioni in NBA, di sicuro non mette allegria.
mercoledì 13 ottobre 2010
Dove possono arrivare questi Bucks?
L'anno passato è stato senza dubbio molto buono per Milwaukee,rivelatasi una delle sorpese della lega con un ottimo 46-36 al termine della regular season, oltre ad una grande battaglia al primo turno dei playoffs contro i forti Hawks, persa 4-3, con il "big man" Australiano della squadra Andrew Bogut (Braccio e polso fuori uso, dopo una brutta caduta in seguito ad una schiacciata nel finale di stagione), pedina fondamentale nello "scacchiere" di coach Skiles, fuori uso. Una delle soprese dello scorso anno nella "città di Fonzie" è stata Brandon Jennings, stella ai tempi della Oak Hill Accademy e mezzo flop a Roma(motivi di minutaggio e feeling con l'ambiente e con il tipo di gioco "europeo").Molti ovviamente, stentavano a credere, più che al talento, al grande approccio immediato con la NBA, e prontamente "Young Buck" li ha smentiti. Di certo ci sono stati dei limiti che andranno migliorati nel tempo, come ad esempio (è ancora un ragazzetto)il 37% nei tiri dal campo, e varie scelte offensive e difensive rivedibili, ma ciò che ha colpito di più del nativo di Compton sono stati il saper giudare con grinta e coraggio una squadra fino ai playoffs. Sono state varie le partite ad alto livello di Brandon(soprattutto nella prima parte di stagione, poi c'è stato un calo, che però non ha influito con i risultati della franchigia); per citare la più famosa, come scordare i 55 punti contro gli Warriors? E' praticamente impossibile, anche perchè a segnarli non è stato LeBron o Kobe!(mettiamo da parte la difesa di Golden State però eh...). Come detto precedentemente, nonostante un calo progressivo da metà stagione in poi, è riuscito a dimostarsi "pronto" a guidare una squadra con record vincente fin dal primo anno. Da BJ, passiamo ad altre due pedine molto importanti per Skiles la scorsa stagione: Bogut, come detto all'inizio, e John Salmons. Quest'ultimo preso prima della "trade deadline" di Febbraio, è riuscito a creare molte soluzioni offensive(anche per merito dell'head coach), per un team che fino a poco tempo prima dell'approdo dell'ex Bulls, affidava i propri attacchi praticamente solo a Jennings e al centrone Bogut. Proprio lui, il "big man" che ha garantito per un anno intero difesa e attacco allo stesso tempo, per poi dover rinunciare ai POs per l'infortunio accennato in precedenza. Altre menzioni speciali ovviamente spettano, in primo luogo, all'allenatore Skiles, il quale è riuscito a garantire alla squadra equilibrio su entrambi i lati del campo, e ai vari comprimari come Mbah Moute (a mio avviso difensore eccezionale, fin dai tempi di UCLA), il play diligente Ridnour, senza dimenticarsi di uno dei protagonisti degli ultimi mondiali, il Turco Ilyasova(tralasciando gli altri, altrimenti dovrei elencare tutto il roster!).
Il mercato estivo della franchigia è stato molto attivo, e i cambiamenti non si sono fatti attendere. Le aggiunte al roster dei vari Maggette, Douglas-Roberts, oltre a Dooling e Gooden, o la conferma di Salmons, hanno, sulla carta, migliorato la qualità del team, seppur dovendo "sacrificare" un giocatore che io stimo molto,Ridnour.
A livello tecnico, Skiles avrà il ruolo più complicato, e perciò decisivo. Dovrà esser bravo a far "coesistere" molti "role players" (esempio lampante Salmons, Maggette, per dare l'idea),ed il probabile rientro di Redd "complicherebbe" il suo lavoro in questo senso. I Bucks sono una squadra che quest'anno seguirò molto perchè la sfida che la società ha lanciato a Skiles e compagnia bella, non è delle più facili, e suscita in me molta curiosità: Fare quel "salto di qualità", confermandosi tra le posizioni alte della classifica, e aumentare il record della passata stagione. Ci riusciranno? Lo scopriremo queta primavera.
mercoledì 6 ottobre 2010
Highlights from the NBA Pre-sason Day 1
Ieri è iniziata la pre-season NBA, e le curiosità da affrontare non mancano di certo. Ora vi proporrò gli Highlights di sei degli otto match disputati nella giornata di ieri negli Stati Uniti(Bobcats-Cavs e Nets-Sixers non li ho trovati purtoppo), con una breve didascalia per ciascuna sintesi, tralasciando per il momento i match "Europei" (stasera, per chi volesse, Knicks-T'Wolves da Parigi, su Sky Sport 2 in diretta).
Dalla Florida, passiamo al Texas, precisamente a Dallas, dove si sono sfidati Mavs e Wizard. Lì, ovviamente "eyes on" Nowitsky e compagni, pronti a riinsediarsi tra i primi posti a Ovest, John Wall, la prima scelta assoluta di quest'anno e su l'ex "Agent 0" Arenas( numero cambiato, ora ha il 9, provocazione?)che poco prima del match ha rilasciato parole non proprio straordinarie riguardo la sua attuale posizione a DC,:"Washington is John(Wall)'s city. He's Batman and I'm Robin". Non credo serva la traduzione.
Invece di soffermarci (per questa volta)sulle parole di Gilbert, vediamo come è andata, e come è stato questo pseudo-debutto di Wall. Due sole parole riguardo quest'ultimo: non male!
Ora ci trasferiamo in Wisconsin, dove i Bucks se la vedevano con i Bulls. Match a livello tattico interessante, dove si sfidavano due squadre che si sono mosse molto sul mercato. Scopriamo anche qui chi ha avuto la meglio
Dalla costa Est, ci rispostiamo a Ovest. Hanno giocato contro, una delle più belle realtà degli ultimi anni, i Blazers, e una delle peggiori franchigie della storia, i Clippers. Ecco, proprio loro, quelli "della parte sbagliata di L.A.", hanno cominciato la pre-season, sulla falsa riga della passata stagione, ossia con una pesante sconfitta(pure abitudine, ahinoi). I tempi di delusioni e sofferenze ai Clips non le vorrebbero più vedere, e io ovviamente spero in una loro"risalita", perchè in fondo, sono anche simpatici, ma l'ottimismo stenta ad arrivare. Come direbbe Federico Buffa:" Se vuoi vincere facile, scegli i Clippers"
Restiamo nella Western conference, facendo un salto in California, precisamente nella capitale. A Sac-town si sono battuti i Kings e i Suns, squadre che potrebbero fare bene, come potrebbero fare tremendamente male. Teams abbastanza modificati, dove Westphaul e Gentry dovranno essere bravi a saper gestire vari giocatori "complicati (un esempio su tutti il rookie Cousins dei Kings, autore per'altro di una discreta partita ieri sera). Arriverà il tempo per giudicare, intanto vediamo come è andata
Ci "piantiamo" ormai a Ovest, per vedere come è andato il match tra Rockets e Magic. Howard e compagni non si sentono inferiori agli Heat ad Ovest, e questo lo dovranno dimostare attraverso vittorie sudate. Impossibile? No, ma molto difficile. Per Houston, è un totale enigma. Una franchigia che ha trascorso un'estate "silenziosa", potrebbe facilmente scivolare in posizioni non troppo belle, ma anche soprendere tutti arrivando ai PO in modo tranquillo. Anche questo, difficile, ma non impossibile.
Gli altri 2 match di ieri, sono stati Cavs-Bobcats (vittoria del team dell'Ohio per 87-72) e Sixers-Nets(vittoria esterna per New Jersey 103-96).
Dopo questo primo giorno di "antipasto", a me viene da dire solo una cosa: Non vedo l'ora che arrivi il 26 Ottobre!
Partiamo dai "nuovi" Miami Heat. Tutti (o quasi) eravamo curiosi di veder giocare insieme i "Big Three", ma purtroppo, il destino ha voluto che la partita di ieri contro i derelitti Pistons, fosse solo una breve "comparsata" delle tre(diciamo tre, anche se su Bosh ho le mie perplessità purtroppo...)superstar di South Beach. Infatti Wade ha proprio recitato "un cameo" all'American Airlines Arena di Miami ieri, poichè infortunatosi ad una caviglia nei minuti iniziali del match. Detto ciò, Lebron e compagni hanno fatto vedere discrete cose, facendo sapere già a tutti che in regular season(probabilmente si, per i Playoffs si vedrà), l'andazzo potrebbe essere questo=109-85 contro Detroit.Check it out!
p.s. Ieri c'era pure il rapper "in carne" Rick Ross a bordocampo a sostenere gli Heat
p.s. Ieri c'era pure il rapper "in carne" Rick Ross a bordocampo a sostenere gli Heat
Dalla Florida, passiamo al Texas, precisamente a Dallas, dove si sono sfidati Mavs e Wizard. Lì, ovviamente "eyes on" Nowitsky e compagni, pronti a riinsediarsi tra i primi posti a Ovest, John Wall, la prima scelta assoluta di quest'anno e su l'ex "Agent 0" Arenas( numero cambiato, ora ha il 9, provocazione?)che poco prima del match ha rilasciato parole non proprio straordinarie riguardo la sua attuale posizione a DC,:"Washington is John(Wall)'s city. He's Batman and I'm Robin". Non credo serva la traduzione.
Invece di soffermarci (per questa volta)sulle parole di Gilbert, vediamo come è andata, e come è stato questo pseudo-debutto di Wall. Due sole parole riguardo quest'ultimo: non male!
Ora ci trasferiamo in Wisconsin, dove i Bucks se la vedevano con i Bulls. Match a livello tattico interessante, dove si sfidavano due squadre che si sono mosse molto sul mercato. Scopriamo anche qui chi ha avuto la meglio
Dalla costa Est, ci rispostiamo a Ovest. Hanno giocato contro, una delle più belle realtà degli ultimi anni, i Blazers, e una delle peggiori franchigie della storia, i Clippers. Ecco, proprio loro, quelli "della parte sbagliata di L.A.", hanno cominciato la pre-season, sulla falsa riga della passata stagione, ossia con una pesante sconfitta(pure abitudine, ahinoi). I tempi di delusioni e sofferenze ai Clips non le vorrebbero più vedere, e io ovviamente spero in una loro"risalita", perchè in fondo, sono anche simpatici, ma l'ottimismo stenta ad arrivare. Come direbbe Federico Buffa:" Se vuoi vincere facile, scegli i Clippers"
Restiamo nella Western conference, facendo un salto in California, precisamente nella capitale. A Sac-town si sono battuti i Kings e i Suns, squadre che potrebbero fare bene, come potrebbero fare tremendamente male. Teams abbastanza modificati, dove Westphaul e Gentry dovranno essere bravi a saper gestire vari giocatori "complicati (un esempio su tutti il rookie Cousins dei Kings, autore per'altro di una discreta partita ieri sera). Arriverà il tempo per giudicare, intanto vediamo come è andata
Ci "piantiamo" ormai a Ovest, per vedere come è andato il match tra Rockets e Magic. Howard e compagni non si sentono inferiori agli Heat ad Ovest, e questo lo dovranno dimostare attraverso vittorie sudate. Impossibile? No, ma molto difficile. Per Houston, è un totale enigma. Una franchigia che ha trascorso un'estate "silenziosa", potrebbe facilmente scivolare in posizioni non troppo belle, ma anche soprendere tutti arrivando ai PO in modo tranquillo. Anche questo, difficile, ma non impossibile.
Gli altri 2 match di ieri, sono stati Cavs-Bobcats (vittoria del team dell'Ohio per 87-72) e Sixers-Nets(vittoria esterna per New Jersey 103-96).
Dopo questo primo giorno di "antipasto", a me viene da dire solo una cosa: Non vedo l'ora che arrivi il 26 Ottobre!
lunedì 4 ottobre 2010
Grande week-end a Milano con l'European Live Tour della NBA!
Ieri abbiamo assistito al match tra Olimpia Milano e New York Knicks. Tanto entusiasmo nella città della moda", dove come protagonista assoluto è emerso(era previsto) il nostro Danilo Gallinari, osannato da una standing ovation al momento dell'approdo al Forum. Altri nomi degni da essere menzionati, sono quelli di coach D'Antoni in primis, ex stella proprio di Milano, oltre alle varie stelle Statunitensi, come Stoudamire, autore per'altro di una grande prestazione ieri sera. E' stato una grande fine settimana nella città Lombarda, all'insegna della sport che più ci piace. Parlando della partita, terminata 125-113 per i NewYorkesi, ci sono stati vari alti e bassi per i Knicks. Note positive, come detto prima, "Stat" e Gallinari, i veri e propri "mattatori" della serata, oltre alle discerete prestazione per i giovani Chandler e Randolph(Autore di giocate ad altissimo livello di spettacolarità), mentre la nota dolente per eccellenza, rimane la difesa(Situazioni davvero imbarazzanti in diversi frangenti). Per Milano invece, buone le prestazioni dei vari Pecherov, Mancinelli, Jaaber e Maciulis. Personalmente, avrei voluto vedere più di 14 minuti di gioco per Melli( uno dei migliori 91' in circolazione, ma talento ancora acerbo), dato che ieri, probabilmente era l'occasione migliore per mettersi in mostra ai tifosi Milanesi, ma ovviamente, il giovane Emiliano non può recriminare nulla. La partita in sè per sè, non è stata certo magnifica, ma ciò che più contava ieri(alla fine è solo un match di pre-season. Più un "evento" che una partita insomma) era mostrare spettacolarità e far divertire gli spettatori, e sotto questo punto di vista, probabilmente nessuno si sarà lamentato.
Mike D'Antoni & "the coach" o "mister butta la pasta" Dan Peterson. Si ricongiungono dopo le grandi annate della "vecchia" Milano.
Another One!
NBA Fan Zone. Peccato che non ne ho trovata una con il Gallo...
Eccolo qui!
Ecco "il dominatore" del match di ieri
Infine, il più grande omaggio per Danilo e Mike
Ora vi lascio le 5 prodezze più spettacolari della grande serata di ieri. Alla prossima!
Adesso, ecco alcune immagini del "week-end NBA" a Milano:
Mike D'Antoni & "the coach" o "mister butta la pasta" Dan Peterson. Si ricongiungono dopo le grandi annate della "vecchia" Milano.
Another One!
NBA Fan Zone. Peccato che non ne ho trovata una con il Gallo...
Eccolo qui!
Ecco "il dominatore" del match di ieri
Infine, il più grande omaggio per Danilo e Mike
martedì 28 settembre 2010
Addio Don Nelson. Keith Smart sarà il nuovo allenatore degli Warriors.
Pochi giorni fa, i Golden State Warriors l'hanno licenziato, e forse per lui, la carriera da allenatore NBA termina qui. Parliamo di Donald "Don" Nelson, semplicemente l'allenatore più vincente della storia NBA. Classe 1940, e grande giocatore professionista(è stata peraltro ritirata la sua maglia #19 dai Celtics), è una leggenda della lega Americana. Nessun'allenatore ha vinto più delle sue 1216 gare. Tre premi come miglior allenatore della NBA e due chiamate all'all-star game come Coach. Forse nella sua carriera è mancata la "ciliegina sulla torta", ovverosia un titolo, che forse avrebbe meritato. Da tutte queste note positive, passiamo purtroppo agli errori di "Nellie", fatti probabilmente in percentuale elevatissima negli ultimi tre anni "nello stato d'oro", i quali sono stati fatali per il suo esonero. Nei suoi ultimi anni a Oakland infatti, molte persone, compreso me, credo non si siano fatti molti problemi a dichiararlo la principale causa della "distruzione" degli Warriors. In 3 anni la squadra, è passata dalle gioie post-regular season del 2007(dopo la storica vittoria al primo turno per 4-2 sui Dallas Mavs, dove la squadra Texana senza rivali terminò la stagione prima ad ovest)alle varie delusioni del recentissimo passato. Un team che sembrava in procinto di diventare un'ottima realtà, in poco tempo, grazie alle scelte discutibilissime sia dal punto di vista del mercato(cessioni approvate di giocatori importantissimi per la franchigia, e poca fiducia data a giovani promesse) che tattiche(prima la squadra correva e vinceva abbastanza, nel recentissimo passato ha espresso un "run & gun" anche divertente, ma con pochissime e confuse idee, e sopratutto 0 difesa, con conseguente numero elevato di sconfitte)di Don,è riuscita a diventare una delle peggiori squadre della lega. La voglia di ricominciare in California c'è, e per questo i due nuovi proprietari della squadra, Lacob e Guber, credendo fosse la causa dei problemi di Golden State, hanno deciso di porre fine alle "follie" dell'ex coach dei Bucks,(cacciato e "consolato"con una buonuscita da 6 milioni di dollari ). Agli Warriors la prossima stagione allenerà l'ex assistant coach, Keith Smart, al quale spetterà il compito di saper far voltare pagina alla franchigia, catapultandola in qualche anno, a risultati più soddisfacenti(fare peggio di Don negli ultimi 3 anni, direi che forse è impossibile). Quest'anno, salvo soprese, al team "della Baia" toccherà un'anno "di transizione", ma ovviamente auguriamo a Smart di far bene, facendo un grosso in bocca al lupo ai "pazzi" Warriors.
P.s. Don, nonostante tutto, ci mancherai. Questo è sicuro.
lunedì 27 settembre 2010
Per il futuro di "Melo" siamo al rush finale
Nell'estate di quest'anno, in cui tutti abbiamo assistito a cambi di maglie davvero rilevanti, dove come protagonisti sono usciti indiscutibilmente i Miami Heat e LeBron James, un'altra star potrebbe fare le valigie e cambiare squadra. Stiamo parlando di Carmelo Anthony, che non è un "agente libero"(in quanto il contratto che lo lega ai Denver Nuggets scade nel 2011), ma che ha manifestato più e più volte di voler cambiare aria. Già da un bel mesetto, vari giornalisti e notiziari stanno vociferando le possibili opportunità per "Melo". Al primo posto delle sua lista delle preferenze ci sarebbe New York, ed i motivi per giustificare quest'ultima affermazione non mancano di certo:La moglie LaLa Vasques, ha ribadito spesso che New York è la sua città preferita, e che vorrebbe viverci, anche per riavvicinarsi ai parenti; quindi la prima motivazione potrebbe essere la volontà della moglie a spostarsi nella "grande mela", ma non è l'unica ipotetica "causa". Infatti anche Anthony è di quelle parti, per cui avvicinarsi alle proprie radici e giocare per uno dei "Top Team" della storia (non recente però...) del basket alletta e non poco. Perciò, dal punto di vista suggestivo e affettivo, i Knicks sono la prima opzione per Anthony. Se invece vogliamo porre in primo piano l'ambizione e la possiblità di vincere, le due squadre che teoricamente potrebbero essere oggetto di desiderio per Carmelo sono Bulls e Rockets. La prima, grazie allo spazio salariale disponibile per spendere nel mercato estivo, ha allestito una squadra di assoluto rispetto, aggiungendo gente come Boozer, Korver e Brewer, ad un roster già buono, mentre la seconda ha agito in modo "silenzioso" ed enigmatico sul mercato, ma ha molte contropartite interessanti da offrire a Denver, per un ipotetico scambio. Inoltre, pensare ad un trio Yao-Scola-Melo(condizione fisica permettendo), farebbe venire l'acquolina in bocca, in quanto sarebbe il trio da "post-movements" più importante della lega, aggiunto ad altri valdissimi giocatori come ad esempio l'ultimo MIP della lega, Aaron Brooks. L'ultima squadra entrata in corsa per accaparrarsi l'ex Syracuse sembra essere New Jersey, desiderosa di fare un grande acquisto, dopo le delusioni estive iniziate con il mancato arrivo di James, e continuato con ingaggi da squadra-medio bassa, seppur con un numero di prospetti non basso. Onestamente, non riesco a pensare ad un futuro ai Nets per Melo, anche perchè se l'ala volesse ambire a vincere subito, la squadra di Newark e dintorni, non gli darebbe molte garanzie, anche se il proprietario Russo Prokorov e il socio di minoranza Jay-Z hanno ribadito spesso di voler costruire in qualche anno, una squadra da titolo, a quanto pare(ecco,a quanto pare...). Queste fin'ora le ipotetice possibilità concrete per Anthony. Ovviamente queste, sono strettamente di stampo personale, e sono tutte mie riflessioni.
Se vogliamo parlare delle concerete opzioni per Anthony, dobbiamo mettere davanti a tutte le franchigie, proprio i Nets(giusto in tempo per smentirmi), e i Sixers. Queste 2 squadre sono quelle che hanno già offerto concretamente qualcosa ai Nuggets. Analizziamo le varie offerte, in attesa della scelta di Anthony(che certamente potrebbe spiazzare tutti, ignorando queste due offerte ed accettando qualcos'altro, ma ora come ora non possiamo saperlo): Per il passaggio nel New Jersey, sarebbero coinvolte nello scambio anche Bobcats e Jazz: Kirilenko, Favors e 2 prime scelte a Denver, Melo ovviamente ai Nets, insieme a DJ Augustin, Harris ai Bobcats e Diaw ai Jazz. I Nuggets in questo scambio, prenderebbero un grande prospetto (ancora acerbo però) come Favors, ed un ottimo giocatore come "AK47", oltre alle due prime scelte, che non si rifiutano mai. Ma il fatto che mi colpisce è come Melo possa davvero aver scelto New Jersey come squadra del suo futuro. Capisco le ambizioni e la voglia di costruire da parte dei Nets,ripeto, ma se questo maxi-trade andasse in porto, mi sorpenderei davvero tanto(inoltre non sono neanche sicuro che i Nets uscirebbero come gli "avvantaggiati" da questo ipotetico scambio...). Per quanto riguarda l'ipotesi Sixers, alcune fonti parlando di una trade che porterebbe Igoudala in Colorado in cambio di "Melo". Giocatori completamente diversi, che purtroppo non riesco a giudicare, perchè ritrovati fin'ora in contesti completamente diversi. Attendiamo quindi la scelta di Anthony(perchè come sappiamo, ahinoi, il mercato lo fanno quasi sempre i giocatori e non le franchigie) entro pochi giorni. Aspettiamoci di tutto. We'll see...
Se vogliamo parlare delle concerete opzioni per Anthony, dobbiamo mettere davanti a tutte le franchigie, proprio i Nets(giusto in tempo per smentirmi), e i Sixers. Queste 2 squadre sono quelle che hanno già offerto concretamente qualcosa ai Nuggets. Analizziamo le varie offerte, in attesa della scelta di Anthony(che certamente potrebbe spiazzare tutti, ignorando queste due offerte ed accettando qualcos'altro, ma ora come ora non possiamo saperlo): Per il passaggio nel New Jersey, sarebbero coinvolte nello scambio anche Bobcats e Jazz: Kirilenko, Favors e 2 prime scelte a Denver, Melo ovviamente ai Nets, insieme a DJ Augustin, Harris ai Bobcats e Diaw ai Jazz. I Nuggets in questo scambio, prenderebbero un grande prospetto (ancora acerbo però) come Favors, ed un ottimo giocatore come "AK47", oltre alle due prime scelte, che non si rifiutano mai. Ma il fatto che mi colpisce è come Melo possa davvero aver scelto New Jersey come squadra del suo futuro. Capisco le ambizioni e la voglia di costruire da parte dei Nets,ripeto, ma se questo maxi-trade andasse in porto, mi sorpenderei davvero tanto(inoltre non sono neanche sicuro che i Nets uscirebbero come gli "avvantaggiati" da questo ipotetico scambio...). Per quanto riguarda l'ipotesi Sixers, alcune fonti parlando di una trade che porterebbe Igoudala in Colorado in cambio di "Melo". Giocatori completamente diversi, che purtroppo non riesco a giudicare, perchè ritrovati fin'ora in contesti completamente diversi. Attendiamo quindi la scelta di Anthony(perchè come sappiamo, ahinoi, il mercato lo fanno quasi sempre i giocatori e non le franchigie) entro pochi giorni. Aspettiamoci di tutto. We'll see...
giovedì 23 settembre 2010
Capitolo Videogames:NBA 2K11, il ritorno di MJ
Michael Jordan torna, ma alla Playstation e alla XBox. Infatti sarà il testimonial e uomo copertina del nuovo "NBA 2K11". "Air" non è mai stato inserito come giocatore in nessun videogioco prima d'ora. Infatti nei precedenti "NBA Live" o proprio nei "vecchi 2K" la figura del più grande di tutti i tempi non si era mai vista. Quest'anno invece sarà la volta di poter sceglierlo come giocatore e provare questa fantastica simulazione di gioco, che secondo me supera ogni altra, per quanto riguarda il basket Americano (con rispetto per "NBA Live", che quest'anno tra l'altro ha cambiato nome, si chiamerà "Elite, con KD copertina). L'undicesima fatica dell'azienda di videogiochi Statunitense, propone una grande quantità di novità, per citarne alcune: Grafica milgiorata, blocchi portati in modo più reale (quelli degli anni scorsi, facevano si che le giocate in pick-n-roll o pick-n-pop riuscissero in modo pressochè facilissimo), difficoltà a costruire "buoni tiri", e movenze esteticamente superiori, oltre ovviamente, alla possibilità di giocare scegliendo, come detto all'inizio, il più grande della storia. Per tutte le altre novità dovremmo aspettare ancora poco, anche se è già disponibile scaricare la demo(si può giocare solo un quarto da 4 minuti, controllando i Lakers, contro i Celtics). La data d'uscita del gioco qui in Italia sembra essere il 5 Ottobre, ma non ho la sicurezza totale. Anche quest'anno per cui, senza troppe discussioni, NBA 2K si confermerà il videogioco di basket più spettacolare al mondo. Questo è il gameplay di una partita trovata sul web, una sorta di preview. Guardate e giudicate.
Per finire, vi lascio con un'esilarante "commercial", dove i protagonisti sono di nostra conoscienza...ENJOY IT!
Per finire, vi lascio con un'esilarante "commercial", dove i protagonisti sono di nostra conoscienza...ENJOY IT!
Le maglie NBA per la prossima stagione
Ecco le nuove uniformi delle squadre per la prossima stagione. Parere personale: La più bella è dei Jazz.
lunedì 20 settembre 2010
Knicks, "work in progress"
Sono ormai parecchi gli anni che i Knicks non riescono a regalare gioie
ai propri fans. Basti solo pensare che è dal 2000-2001 che non raggiungono neanche il 50% di vittorie stagionale! Successivamente a quell’annata (dove vinsero 48 partite su 82, col 57.2%, ndr) la franchigia, non ha più superato le 39 vittorie (RS 2002-2003), arrivando persino ad una regular season da 28 misere vittorie. Record negativi, che una città che contempla la pallacanestro a livelli elevatissimi, francamente non meriterebbe. Le colpe e le cause di queste orribili annate potrebbero facilmente essere attribuite a GM, presidenti,“spacca-spogliatoio” e allenatori, ma spesso, i motivi dei fallimenti delle franchigie, devono essere divisi tra tutti, per cui non si può certo trovare un solo colpevole (anche se Isiah Thomas c’ha messo parecchio del suo).
Parlando di quest’estate di mercato NBA, nella famosa “free agency 2010”, dove secondo tutto e tutti doveva essere proprio NY la protagonista indiscussa, i Knicks hanno avuto l'ennesima delusione. Si è parlato insistentemente, anche prima che la scorsa stagione volgesse al termine, del quasi sicuro passaggio di LeBron James nella “Grande Mela”, ma ovviamente dopo il ridicolo show (a mio avviso) mandato in onda dalla ESPN, abbiamo tutti visto che James ha preferito South Beach e Wade, a New York. La città ovviamente, ha reagito in modo negativo, ed il disappunto dei tifosi credo si sia sentite forte, l’accoglienza al Garden nel prossimo Knicks-Heat sarà tutta da godere. “L’acquistone” che il salary cap dei Knicks permetteva, è arrivato con Amar'è Stoudamire, anche se per lui, il mio concetto rimane uno: senza un “top 10” accanto, Stoudemire vale quasi la metà. C’è chi può condividere questa idea, chi no, ma dubito che senza Nash, ad esempio, “Stat” sarebbe riuscito a mantenere grandi statistiche in carriera. Inoltre l’attitudine a infortunarsi e soprattutto, a non difendere, sarà un problema da affrontare per coach D’Antoni ed il suo staff. Detto ciò, non significa che l’ex Suns sia un giocatore mediocre su cui non fare affidamento, anzi tutt’altro. Preso Stat, ecco che se ne va David Lee, destinazione San Francisco e dintorni, in cambio del giovane Randolph, Turiaf e Azuibike. Lee è sicuramente un giocatore importantissimo, ma scambiarlo per un buon prospetto come Randolph oltre a
due giocatori discreti, ed avendo aggiunto un altro lungo come Stoudamire nel roster, è stata probabilmente una mossa intelligente (tra l’altro Lee è stato considerato “l’uomo da sacrificare” per spendere denaro altrove). Altri acquisti in casa N.Y. sono stati il diligente play Raymond Felton e il tiratore Roger Mason Jr.; buoni rinforzi per la squadra, ma non certo quello che si aspettavano da quelle parti, visto che tutti speravano di accogliere l’ex 23 dell’Ohio. Da qualche settimana, è iniziata anche “la caccia” a Carmelo Anthony, stufo di giocare nei Nuggets. Riusciranno i Knicks a “consolarsi” con Melo (alla faccia della consolazione però)? Le mie personali sensazioni mi portano a dire che molto probabilmente Melo, prima o poi, andrà a NY, ma attenzione a parlare prima del tempo, in quest’ultimo mese di pre-season potrebbe succedere di tutto. La stagione dei Knicks, si presenta ancora una volta, come "stagione di transizione", ma non ci sarebbe troppo da stupirsi se la squadra arrivasse al fotofinish ai PO, trascinata dal nostro Danilo Gallinari. Di più sembra davvero difficile, aspettiamo di vedere la decisione di “Melo”, per dare altri giudizi ed esprimere altre sensazioni.
ai propri fans. Basti solo pensare che è dal 2000-2001 che non raggiungono neanche il 50% di vittorie stagionale! Successivamente a quell’annata (dove vinsero 48 partite su 82, col 57.2%, ndr) la franchigia, non ha più superato le 39 vittorie (RS 2002-2003), arrivando persino ad una regular season da 28 misere vittorie. Record negativi, che una città che contempla la pallacanestro a livelli elevatissimi, francamente non meriterebbe. Le colpe e le cause di queste orribili annate potrebbero facilmente essere attribuite a GM, presidenti,“spacca-spogliatoio” e allenatori, ma spesso, i motivi dei fallimenti delle franchigie, devono essere divisi tra tutti, per cui non si può certo trovare un solo colpevole (anche se Isiah Thomas c’ha messo parecchio del suo).Parlando di quest’estate di mercato NBA, nella famosa “free agency 2010”, dove secondo tutto e tutti doveva essere proprio NY la protagonista indiscussa, i Knicks hanno avuto l'ennesima delusione. Si è parlato insistentemente, anche prima che la scorsa stagione volgesse al termine, del quasi sicuro passaggio di LeBron James nella “Grande Mela”, ma ovviamente dopo il ridicolo show (a mio avviso) mandato in onda dalla ESPN, abbiamo tutti visto che James ha preferito South Beach e Wade, a New York. La città ovviamente, ha reagito in modo negativo, ed il disappunto dei tifosi credo si sia sentite forte, l’accoglienza al Garden nel prossimo Knicks-Heat sarà tutta da godere. “L’acquistone” che il salary cap dei Knicks permetteva, è arrivato con Amar'è Stoudamire, anche se per lui, il mio concetto rimane uno: senza un “top 10” accanto, Stoudemire vale quasi la metà. C’è chi può condividere questa idea, chi no, ma dubito che senza Nash, ad esempio, “Stat” sarebbe riuscito a mantenere grandi statistiche in carriera. Inoltre l’attitudine a infortunarsi e soprattutto, a non difendere, sarà un problema da affrontare per coach D’Antoni ed il suo staff. Detto ciò, non significa che l’ex Suns sia un giocatore mediocre su cui non fare affidamento, anzi tutt’altro. Preso Stat, ecco che se ne va David Lee, destinazione San Francisco e dintorni, in cambio del giovane Randolph, Turiaf e Azuibike. Lee è sicuramente un giocatore importantissimo, ma scambiarlo per un buon prospetto come Randolph oltre a
due giocatori discreti, ed avendo aggiunto un altro lungo come Stoudamire nel roster, è stata probabilmente una mossa intelligente (tra l’altro Lee è stato considerato “l’uomo da sacrificare” per spendere denaro altrove). Altri acquisti in casa N.Y. sono stati il diligente play Raymond Felton e il tiratore Roger Mason Jr.; buoni rinforzi per la squadra, ma non certo quello che si aspettavano da quelle parti, visto che tutti speravano di accogliere l’ex 23 dell’Ohio. Da qualche settimana, è iniziata anche “la caccia” a Carmelo Anthony, stufo di giocare nei Nuggets. Riusciranno i Knicks a “consolarsi” con Melo (alla faccia della consolazione però)? Le mie personali sensazioni mi portano a dire che molto probabilmente Melo, prima o poi, andrà a NY, ma attenzione a parlare prima del tempo, in quest’ultimo mese di pre-season potrebbe succedere di tutto. La stagione dei Knicks, si presenta ancora una volta, come "stagione di transizione", ma non ci sarebbe troppo da stupirsi se la squadra arrivasse al fotofinish ai PO, trascinata dal nostro Danilo Gallinari. Di più sembra davvero difficile, aspettiamo di vedere la decisione di “Melo”, per dare altri giudizi ed esprimere altre sensazioni.domenica 19 settembre 2010
Per questa volta "passi"
Molto spesso in NBA assistiamo a 3-4 passi prima di affondare una schiacciata, o eseguire un comodo lay-up, per non parlare delle frequenti partenze in palleggio, muovendo tutti e due i piedi . I "travels" o "steps" (non sempre usato) spesso non fischiati , probabilmente sono il neo principale della NBA. E come se non bastasse, molti giocatori, abusano anche di queste infrazioni non viste e segnalate. Un bell'arbitraggio all'Europea non guasterebbe la NBA, anzi...
Eccovi 10 azioni "orrende", ignorate dai giudici di gara d'oltremanica
Eccovi 10 azioni "orrende", ignorate dai giudici di gara d'oltremanica
giovedì 16 settembre 2010
Rememberin' Starbury
Dunque la carriera NBA di Stephon ebbe inizio con Minnesota. Le sue altre sqadre furono in ordine cronologico Nets, Suns, Knicks e Celtics, prima di abbandonare definitivamente l'universo a stelle e striscie per andare a giocare in Cina nel 2010. A livello statistico, non si potevano che attendere cose straordinarie dal fenomeno NewYorkese. Cifre alla mano: In carriera,19.3 punti a sera con 7 assist e mezzo circa distribuiti. Quindi come detto precedentemente, sul talento immenso e sulla capacità di segnare e smarcare i compagni, non si può discutere, ma sulla sua testa e sul suo comportamento non lo si può sempre difendere, anzi. I problemi all'interno della società e dello spogliatoio Marbury, li ha avuti praticamente dappertutto, basti pensare al "casino" di Minnie, dove Steph, chiedeva lo stesso stipendio del go-to-guy della squadra Garnett, nel quale in seguito il presidente dei Wolves venne gravemente menzionato e "strigliato" da tutta la "NBA"(Oltre a ciò, danneggiò anche i Timberwolves, che non poterono avere le prime scelte al draft per qualche anno, oltre ad altri piccoli handicap da scontare, ma non entriamo nell'argomento) per i contatti "di nascosto" presi con "the man from Coney Island", passando per Newark in New Jersey, dove, visto lo scarso contributo che potevano offrire gli altri compagni di squadra a qui tempi (mentre ora invece...), Steph ebbe la "bella" idea di farsi scrivere sulle "snakers"(le scarpe da gioco) un antipatico, quanto arrogante "All Alone", cioè "Faccio tutto da solo", in poche parole. Terminata la parentesi in Arizona, ecco che si presenta l'occasione della vita. Giocare nella sua città, per la squadra che più di ogni altra contempla e ha contemplato la pallacenstro, New York.
A causa del suo comportamento però, le gioie nella "grande mela" non durarono molto, e dopo varie incompresioni, i Knicks arrivarono a prendere una drastica decisione: Mandarlo fuori squadra. "Starbury" passò molto tempo senza vedere il parquet, ma l'idea di non giocare, poteva tranquillamente essere "ammorbidita" dal fatto che N.Y. doveva sborsargli ogni anno ben 22 milioni. La possibilità di diventare un'icona per il popolo NewYorkese, ed essere ricordato per le sue gesta svanì e le chance di tornare in NBA per lui, diminuirono in modo esorbitante; le squadre non si fidavano di poter avere in squadra uno "spacca-spogliatoio" come lui. Ed invece, a sopresa, ecco che si presenta l'offerta dei Boston Celtics. Le condizione erano chiare: Stephon aveva il ruolo di comprimario "di lusso", visto la crescita esponenziale di Rondo e l'obiettivo di vincere il titolo da parte di Boston, e al primo errore che avesse commesso, l'avrebbe pagata cara. Nella sua (mezza, neanche) stagione coi Celtics, si notarono evidenti peggioramenti fisici e tecnici spiegati anche dai 3.8 punti a partita e la successiva sconfitta ai Playoffs dei Celtici contro i Magic, ma ovviamente qui, le colpe non sono da attribuire solo a lui. Finita la breve esperienza a Boston, le porte NBA per Marbury si chiusero ufficialmente. Per il suo futuro, si parlava di offerte dall'Italia, ma alla fine scelse la Cina, che offrì quantità di denaro nettamente superiori rispetto alle offerte Europee. Dunque, la carriera NBA di "Starbury" non finì come lui e la gente avrebbero sperato, continuando la tradizione dei nativi di Coney Island: Giocatori ricchi di talento e fisico, ma privi di testa, sempre con un motivo per non sfruttare al meglio le potenzialità datagli. Dispiace veder finire sportivamente un giocatore così forte in questo modo, sopratutto a un fan come me, ma continuo a pensare che quasi tutte le colpe siano da attribuite a lui(non dico tutte, perchè se avesse trovato l'ambiente e la squadra giusta, ora lo vedremmo diversamente, ma questo è un altro discorso). Una cosa, a mio modestissimo (e contestabile, per carità) parere, è certa: Con un'altra testa, (e con compagni di valore al suo fianco, perchè altrimenti è quasi impossibile) adesso avrebbe quasi tutte le dita riempite dagli anelli...
lunedì 13 settembre 2010
Team USA campione del mondo dopo 16 anni di astinenza
Era dai tempi di Canada 94' che non assistevamo ad una vittoria mondiale targata USA. è stata la vittoria che molti, compreso me, hanno definito da parte "della seconda-terza squadra". In effetti vincere senza elementi come James, Bryant, Williams, Melo e Paul fa un certo effetto. Ovviamente però, gli uomini convocati da coach Krzyzewsky(spero di aver scritto bene) non sono stati certo di livello scadente, anche perchè parliamo di giocatori che stanno facendo molto bene in NBA. Per fare qualche nome, i vari Durant(vincitore del premio MVP dei mondiali, precedendo Scola), Billups, Westbrook, Rose e Odom (in versione "finto Centro") sono stati di grande importanza, per portare a casa un mondiale, rivelatosi neanche troppo impegnativo per la truppa di Coach K.
Eccovi adesso, la sintesi della finale contro la Turchia di Tanjevic, rivelatasi comunque rivelazione del torneo, aiutata anche dal pubblico di casa.
Eccovi adesso, la sintesi della finale contro la Turchia di Tanjevic, rivelatasi comunque rivelazione del torneo, aiutata anche dal pubblico di casa.
giovedì 9 settembre 2010
News from the NBA planet #2
-L'ultimo acquisto in casa Lakers Matt Barnes, è stato arrestato ieri con l'accusa di violenza domestica. Uscito sotto cauzione, si dovrà presentare in tribunale Lunedì prossimo. Non proprio il massimo della vita per cominciare l'avventura a L.A....
-Possibile caso di razzismo in casa Casspi. Infatti la polizia ha trovato svastiche disegnate sui muri di casa del giocatore Israeliano.
Passando ai rumors NBA:
-"Melo" Anthony ha ribadito la sua volontà di andarsene dal Colorado. In cima alla liste delle preferenze sembrano esserci Bulls e Knicks. Chicago, secondo alcune voci, per prendere Anthony sarebbe disposta a offrire in cambio Gibson, Deng, Johnson ed una futura prima scelta, mentre NY metterebbe sul piatto Gallinari Curry ed un futura scelta. Ovviamente sono voci, che non hanno nessuna conferma ufficiale.
-Gli Hornets sembrano ancora in corsa per accaparrarsi Luois Amundson, free agent che sembrava in procinto di firmare per i Warriors. A lui l'ultima parola.
Restando in tema, la franchigia della Luosiana ha firmato Mustafa Shakur, PG ex Arizona, con passato recente in D-League. Certo che passare da Collison a Shakur come Backup Guard non è strepitoso...
-Infine,attraverso il suo twitter, John Hollinger di ESPN, ha dichiarato che per Teodosic, giocatore dell'Olympiakos, decisivo ieri per la sua Serbia, non è da escludere un futuro in NBA.
A Washington comincia "L'era Wall"
Non ho avuto modo di ammirare spesso John Wall con i Kentucky Wildcats di coach Calipari la scorsa stagione, ma da quel poco che sono riuscito ad ammirare, e per tutte le parole che ho sentito nei confronti della point-guard, c'è solo una cosa da dire: Ha il potenziale per poter sfondare in NBA. Le qualità che contraddistinguono questo ragazzo da molti altri, sono l'incredibile cambio di passo e l'accelerazione, le sue doti, senza discuterne, migliori. Ovviamente non è un giocatore già formato e pronto per dominare la NBA fin da subito secondo me, ma ha il potenziale per dominare, questo sì. Alle doti, come sempre, si accostano dei difetti su cui Wall punterà a migliorare in futuro, ossia il tiro dalla media-lunga distanza e la facilità a perdere un numero elevato di palloni.
Statistiche alla mano: Statistiche alla mano: Ultima stagione da freshman a Kentucky 16.6 ppg, 4.3 rpg, 6.5 apg, 1.8 spg e 4 tpg. Ecco, il "difetto", se così vogliamo chiamarlo, di perdere un numero elevato di palle, è stato dimostrato anche in Summer League, ma andiamoci piano. Infatti questa somma elevata di turnovers deve essere accostata al numero di possessi che lui ha gestito, ossia praticamente quasi il doppio di qualsiasi altro in squadra (togliendo DeMarcus Cousins ai Wildcats), quindi in sintesi, non benissimo ma neanche troppo male. Ovviamente il lavoro durante gli anni NBA potrà servire al miglioramento costante di questo atleta. Ora vorrei soffermarmi, sul passato recente della sua prossima squadra,i Wizards. La franchigia della capitale degli USA, negli scorsi anni è letteralmente crollata nel baratro, senza vedere i Playoffs nemmeno col binocolo. L'anno scorso sono state poche le note positive (una fra queste la crescita di Andre Blatche), contrapposte, come detto, a quelle negative, ma ciò che ha fatto scalpore quest'anno, è stato senza alcun minimo dubbio lo scandalo in cui Arenas rimase il portagonista assoluto. Infatti "Agent 0", (oltre a dei piccoli episodi che è meglio non ricordare, accaduti in precedenza) intorno agli inizi del nuovo anno, è incappato in una lite in spogliatoio con il compagno Crittenton, fino ad arrivare a minacciarlo con una pistola. Ovviamente il commisioner NBA David Stern non è stato a guardare, e poco dopo l'accaduto ha tenuto in serbo parole dure, e comprensibili a mio modo di vedere, per l'ex Warriors: "Il suo comportamento mi ha fatto capire che non è più adatto a scendere in campo per una partita NBA". Oltre alle parole, Stern decise di sospendere Arenas a tempo indeterminato.
E da quell'episodio fino ad ora, in campo Arenas non si è più visto davvero. Come se non bastasse ebbe dei problemi anche in tribunale, rischiando un rinvio a giudizio.
Adesso mi chiedo, Arenas è ancora in tempo per tornare in NBA? Ricordando che lui, comunque, formalmente viene ancora pagato ogni mese dai Wizard. Con la chiamata di Wall alla prima scelta nel draft, io personalmente ho dei dubbi che Gilbert possa tornare a giocare a Washington DC, ovviamente sono pronto ad essere smentito. Immaginando il con.testo Wizard senza Arenas, mi viene facile pensare che Wall avrà fin da subito le chiavi del sistema di gioco di Washington, mentre nel caso più improbabile, ripeto, con Arenas in squadra, forse Wall giocherebbe sempre da PG, e Arenas sarebbe spostato nel ruolo di guardia tiratrice, ma sfortunatamente, questa idea, è solo mia, e più di così non riesco a immaginare.
Ovviamente, tornando al discorso centrale di Wall, per un rookie giocare per una squadra senza troppe ambizioni, all'inizio può far bene, quindi non escludo che Wall possa mantenere medie molto alte e finire primo in qualche statistica o primo, come probabile che sia, ma non sicuro al 100%, al premio di "Rookie of the Year", per giudicarlo anche in ambito NBA, bisogna aspettare i primi 2-3 anni d'impatto, e quindi aspetto per dare ulteriori giudizi. Collegandomi e ripetendo il concetto espresso nell'introduzione, il ragazzo ha tutte le capacità per dominare la lega
mercoledì 8 settembre 2010
Un altro finale memorabile. Serbia batte Spagna 92-89
Questo blog, sarebbe dedicato quasi totalmente all'universo NBA, ma tra ieri e oggi ai mondiali Turchi sono successe cose quasi incredibili. Per cui devo fare l'ennesima eccezione di oggi.
Vi propongo ora, l'ultimo minuto al cardiopalma tra Serbia e Spagna. Godetevi questo finale strepitoso.
P.s. Ma Teodosic cosa diavolo è riuscito a fare?!
Vi propongo ora, l'ultimo minuto al cardiopalma tra Serbia e Spagna. Godetevi questo finale strepitoso.
P.s. Ma Teodosic cosa diavolo è riuscito a fare?!
UCLA Bruins, la storia del College Basketball, e non solo
Continiuamo oggi con le eccezioni all'NBA.
Ora si parlerà di UCLA. UCLA significa "University of California at Los Angeles", e rappresenta una delle più grandi e importanti università degli Stati Uniti d'America. Vanta più di 40.000 studenti all'anno, giusto per dare un'idea. Fu fondata nel 1919, e si trova nei pressi di Westwood, molto vicino ad Holliwood e Beverly Hills. Ora soffermiamoci sul basket ad UCLA, i Bruins. Da questa università uscirono campioni straordinari del passato come Kareem Abdul Jabbar, Reggie Miller e Bill Walton e vari talenti di oggi come Baron Davis, Trevor Ariza, Russel Westbrook, Mbah Moute, Jrue Holiday, Kevin Love e Darren Collison. Ovviamente, data la mia giovane età, riesco a ricordare con più facilità i recenti giocatori, rispetto alle vecchie glorie. L'università Los Angelina a livello di basket collegiale, è riuscita a battere qualsiasi tipo di record. I campionati NCAA conquistati in totale sono 11, e basti pensare che dal 1964 al 1975, sotto la guida del leggendario coach John Wooden (R.I.P.), I Bruins vinsero 10 titoli. Quelli furono dei momenti che restarono e resteranno sempre nella memoria di tutti i fans Los Angelini.
Sebbene il gran numero di titoli faccia arrivare i Bruins tra i top team collegiali, ultimamente di vittore non se ne sono viste, ma il lavoro svolto non è stato così male come sembra. Infatti dal 2005 al 2008, il team di coach Howland riuscì ad arrivare sempre alle Final 4, sebbene l'esito non fu quello certamente desiderato. Specialmente gli ultimi 2 anni però,(a causa dell'entrata in NBA da parte dei vari Westbrook e Love, per citarne due), il team ebbe varie difficoltà, e come capita spesso in questi ultimi periodi in NCAA, la squadra che viene privata dei suoi migliori talenti dopo il draft, l'anno successivo ha spesso avuto difficoltà (chiedere quest'anno ai Tar Heels e agli Huskies). Il roster a disposizione adesso a L.A. non sembra all'altezza per competere a grandi livelli , ma tempo e probabilità di costruire un gran futuro,(come avviene spesso nel panorama sportivo Americano) ci sono tutti. Attendiamo quindi il rilancio di questa storica università, che verrà e sarà ricordata per sempre.
News from the NBA planet
Ho deciso di chiamare così la rubrica riguardo a tutte le possibili notizie che arrivano dall'altra parte del mondo, sulla National Basketball Assosiation. Les get started.
I Nets hanno rilasciato l'ex stella di North Carolina Sean May, infortunatosi al piede. Non sarebbe rientrato entro il Camp. Per la serie: Il cinismo NBA si fa sentire ancora una volta.
Andrey Blatche ha recuperato dall'infortunio al piede, e dopo 2 mesi di convalescenza in seguito all'intervento, è stato dichiarato pronto per il Camp dei Wizard. Restando in tema, gli "stregoni" (o "maghi", come preferite) hanno invitato al camp anche l'ex giocatore (mediocre) di Suns e Hornets, Sean Marks.
Il russo Mozgov impegnato ora ai mondiali, ha dichiarato che si aspetta di avere un minutaggio di 10-15 minuti la prossima stagione ai Knicks. A coach D'Antoni la risposta...
Per finire, Singleton lascia definitivamente la NBA per approdare in Cina, mentre Krstic commenta così la sua squalifica in seguito alla rissa in Serbia-Grecia:" Ho meritato la squalifica, chiedo scusa a tutti".
I Nets hanno rilasciato l'ex stella di North Carolina Sean May, infortunatosi al piede. Non sarebbe rientrato entro il Camp. Per la serie: Il cinismo NBA si fa sentire ancora una volta.
Andrey Blatche ha recuperato dall'infortunio al piede, e dopo 2 mesi di convalescenza in seguito all'intervento, è stato dichiarato pronto per il Camp dei Wizard. Restando in tema, gli "stregoni" (o "maghi", come preferite) hanno invitato al camp anche l'ex giocatore (mediocre) di Suns e Hornets, Sean Marks.
Il russo Mozgov impegnato ora ai mondiali, ha dichiarato che si aspetta di avere un minutaggio di 10-15 minuti la prossima stagione ai Knicks. A coach D'Antoni la risposta...
Per finire, Singleton lascia definitivamente la NBA per approdare in Cina, mentre Krstic commenta così la sua squalifica in seguito alla rissa in Serbia-Grecia:" Ho meritato la squalifica, chiedo scusa a tutti".
Scola Show nel derby Sudamericano
Amo tutte le power-forward che giocano bene spalle a canestro e hanno intelligenza cestistica elevata, oltre a essere magari, anche una minaccia dalla media. Quindi, non posso che lodare le capacità di Luis Scola, il quale svolge tutte queste cose in modo egregio. Ieri ha completamente deciso le sorti della gara degli ottavi contro il Brasile, ovviamente a favore del suo team, l'Argentina. Il Rocket, ha messo a segno la bellezza di 37 punti, conditi da un immenso 100% nei tiri dal campo durante tutto l'ultimo quarto, con canestri che un giocatore normale, forse si sognerebbe. Con la prestazione a dir poco sontuosa di ieri, l'ex Tau Vitoria si lancia già tra i probabili vincitori del premio MVP di questi mondiali, anche se siamo arrivati solo ai quarti di finale.
Cifre di ieri: 37 punti, 13/19 da 2, 1/1 da 3 e 8/9 al tiro libero, 9 rimbalzi,3 assist e 2 rubate, con 3 turnovers.
Media ai mondiali: 30.3 punti, 8.3 imbalzi e 1.3 assist.
Ovviamente, ho voluto dare spazio quasi esclusivamente a Scola in questo post, ma una menzione speciale va data anche ai vari Carlos Delfino e Jasen per le fila Argentine, e sopratutto Huertas per il Brasile, autore di 32 punti. A questo punto la domanda sorge spontanea per quest'ultimo: Come ha fatto la Fortitudo Bologna, 2 anni fa, a retrocedere con uno come lui in squadra?
Vi lascio con questa ampia sintesi del super match di ieri. Enjoy it.
martedì 7 settembre 2010
Sonicsgate: Requiem for a Team
Oggi vi propongo questo film-documentario diretto da Jason Reid, molto interessante, sui "vecchi" Seattle Supersonics, ora stanziati ad Oklahoma City. Ho avuto la fortuna di trovarlo intero direttamente dal web.41 anni passati tra gioie e dolori nella "città della pioggia", prima di cambiare, raccontati in circa 2 ore. Se non avete di meglio da fare, vi cosiglio vivamente di non perderlo.
C'è anche la fortuna di trovare i sottotitoli(ovviamente tutto in Inglese). Buona visione!
C'è anche la fortuna di trovare i sottotitoli(ovviamente tutto in Inglese). Buona visione!
lunedì 6 settembre 2010
Hornets, il futuro nelle mani di CP3
In breve tempo la città di New Orleans reagì bene su quasi tutti i fronti , ed in questa reazione parteciparono (sempre dal punto di vista sportivo, perché dal punto di vista umano non mi sembra di cominciare a discuterne qui) anche i “calabroni” che 2 anni dopo Katrina, come detto nell’introduzione compirono una vera e propria impresa. Stagione finita con uno straordinario secondo posto a ovest e conseguente premio a Byron Scott come miglior allenatore dell‘anno ed un secondo posto nella classifica MVP per il leader della squadra Chris Paul. Il sogno dell’impresa terminò a gara 7 delle semifinali di conference, contro gli Spurs. Qualla stagione sembrava la nascita di una franchigia che poteva competere ad alti livelli, ma non fu così. L’anno dopo, terminando la RS comunque con un settimo posto nella Western, incapparono in uno scioccante 4-1 coi Nuggets, posizionatosi secondi. Dico scioccante, non per il semplice 4-1, ma perché a gara4 della serie, NO perse di 58 punti! Un simile distacco di punti non si vedeva da tempo in NBA. Da lì, sembrò come se la squadra si fosse in qualche modo disunita. Durante la pre-season della stagione appena trascorsa, ci furono degli scambi interessanti. Ad esempio lo scambio Chandler-Okafor, che sulla carta poteva rivelarsi ottimo per NO, si rivelò quasi un fallimento. Sebbene l’ex Bobcats raggiunse a fine stagione una media di circa 10 punti e 9 rimbalzi a match, il vero fallimento fu nella chimica non trovata con CP3, che in passato con Chandler regalò spettacolo per 90 partite almeno, a suon di “Halley-Hoop“. Ovviamente il fallimento non sta solo nella mancata sintonia tra i due. Ma ci furono tanti piccoli problemi, come l’infortunio di Paul, e la perdita di comprimari efficienti nel ruolo esterni( oltre ad altri problemi interni, che farei fatica a citare tutti) che portarono addirittura all’esonero di Byron Scott ,oltre che danneggiare molto la franchigia,. Risultato, come ho scritto anch’esso all’inizio: 37 vittorie e niente PO.
Quest’anno il tormentone estivo in casa Hornets è stato la probabile richiesta di cessione da parte di Paul alla società, nel caso non arrivassero rinforzi, per competere ad alti livelli. Il nuovo GM Demps, che rileva Bower, insieme al coach esordiente Williams (era secondo di McMillan a Portland) sta provando quantomeno ad accontentare CP3, a costo di mandare altrove gente promettente, ed è stato proprio così: In uno scambio che ha coinvolto Pacers, Rockets e Nets, gli Hornets hanno ottenuto Trevor Ariza, ma hanno rinunciato a Posey( non più il gran difensore di una volta, per di più con un contrattone da pagare) e soprattutto a Collison, play ex UCLA, rivelazione della scorsa stagione a New Orleans(12 ppg a partita dopo la RS, mentre nei match da titolare, 18 a gara con quasi 9 assist). Quindi, per aiutare Paul, il sacrificio è stato fatto per DC. Un giovane promettente se n’è andato, mentre arriva uno un pò più vecchio(si fa per dire) ma con già un po’ di esperienza alle spalle. Parliamo di Ariza, ottimo atleta e difensore, che cercherà di aiutare gli Hornets per raggiungere l’obiettivo PO. Personalmente, credo l’ingaggio di Ariza sia un buon colpo, in quanto aumenta il tasso qualitativo del team, dal punto di vista soprattutto difensivo, però questa mossa potrebbe rivelarsi un fallimento in futuro, semmai Paul decidesse realmente di andare via, in quanto la squadra non si troverebbe con un sostituto all'altezza in squadra.
Dipenderà tutto dalla stagione del prossimo anno. Un altro arrivato nella “Big Easy” è di nostra conoscenza. Infatti, nello scambio che ha portato Wright a Toronto, è arrivato in Louisiana Belinelli. Talento e qualità offensive invidiabili, non sempre comprese dai vari Triano e Nelson, rispettivamente a Toronto e a Oakland (Warriors). Demps, quindi sta facendo di tutto per aiutare la squadra e migliorarla per l'immediato futuro, ma questo piano potrebbe, ripeto, miseramente fallire, nel caso la stagione degli Hornets si rivelasse sotto le aspettative. Si vedrà tutto a Maggio prossimo. Il futuro di Paul, e della franchigia, dipenderà molto dall’immediato futuro.
Delonte West a Boston, capitolo secondo
Delonte West, un personaggio a dir poco stravagante. Ha trascorso un anno cestistico dove, più che per le giocate sul parquet, è stato ricordato e sopratutto squalificato a causa delle sue bizzarre esperienze extra-professionali. Andiamo cronologicamente: Un mese prima dell'inizio della RS appena trascorsa, mentre girava parecchio veloce, troppo secondo la legge, con la sua bella (e costosa) motocicletta fu fermato dalla polizia e trovato con 3 pistole in un porta-chitarra, non contento di superare il limite di velocità. Ammise le sue colpe e in attesa della condanna, a causa di questo "grave errore" (parole sue..) entrò in uno stato di depressione che preoccupò non poco i Cavs(la squadra di Delonte nell'ultima stagione), che per fortuna si rivelò solo temporanea.
Dopo 60 partite giocate da comprimario in modo comunque discreto(quasi 9 ppg in 25 minuti di media di impiego), ecco che "il tormentone West" riappare all'orizzonte. Questa volta siamo nel periodo playoff Cavs-Celtics, ed il caos di cui si parla è alquanto balzano. Infatti sembrava che il simpaticone si "sbattesse"(scusate il termine offensivo, ma è l'unico che mi viene in mente) niente proprio di meno che la mamma di LeBron, tanto che qualche giornalista cattivo(più che cattivo forse stolto) avrebbe giustificato la sconfitta dei Cavaliers e le prestazioni non all'altezza del "prescelto", in quanto si era arrivati ad una "spaccatura" nello spogliatoio, dove LBJ mentalmente non ne uscì fuori. Se questo fosse vero o falso forse non si saprà mai, ma dubito che siano le vere cause della debacle di Cleveland. Quest'estate West fu inizialmente ceduto a Minnesota in cambio di Sessions e Hollins. Nello stesso tempo I Wolves, avevano preso Beasley da Miami(un altro tranquillo..); la coppia in sè per sè a livello strettamente tecnico era interessante, ma non so quanto sarebbe durata, vista i caratterini dei due ragazzi. Parlo al condizionale, proprio perchè I Timberwolves, poco dopo l'acquisto, rilasciarono Delonte(causa:10 giornate di squalifica per la prossima stagione, oltre alla libertà vigilata e 40 ore di lavori sociali, in seguito al fattaccio del possesso illegale di armi, ndr). Io, sinceramente, avrei pensato al peggio per la carriera NBA di West, e invece fui seccamente smentito. Infatti Delonte la prossima stagione giocherà ai Celtics! Parliamo di un ritorno, in quanto giocò in Massachussets dal 2004 al 2007, prima di essere ceduto ai vecchi Sonics nella trade che ha portato a Boston Ray Allen(con la conseguente formazione dei famosi "Big 3").
Super scomessa da parte di Rivers e compagnia bella, che tenterà di "mettere in riga" questo semi-teppista. Dispiace dire cosi, perchè ha qualità tecniche invidiabili, che però purtroppo potrebbero essere sfruttate anche meglio, se mantenesse una linea corretta fuori dal campo. Nel contesto Celtico, molto probabilmente West farà il cambio a Ray Allen, e francamente penso che un cambio così sia tutt'altro che dannoso, ma come ho detto in precedenza, c'è da tenerlo d'occhio. Auguro a Delonte West una buona fortuna ai Celtics, sperando che la sua vita possa migliorare in positivo
Dopo 60 partite giocate da comprimario in modo comunque discreto(quasi 9 ppg in 25 minuti di media di impiego), ecco che "il tormentone West" riappare all'orizzonte. Questa volta siamo nel periodo playoff Cavs-Celtics, ed il caos di cui si parla è alquanto balzano. Infatti sembrava che il simpaticone si "sbattesse"(scusate il termine offensivo, ma è l'unico che mi viene in mente) niente proprio di meno che la mamma di LeBron, tanto che qualche giornalista cattivo(più che cattivo forse stolto) avrebbe giustificato la sconfitta dei Cavaliers e le prestazioni non all'altezza del "prescelto", in quanto si era arrivati ad una "spaccatura" nello spogliatoio, dove LBJ mentalmente non ne uscì fuori. Se questo fosse vero o falso forse non si saprà mai, ma dubito che siano le vere cause della debacle di Cleveland. Quest'estate West fu inizialmente ceduto a Minnesota in cambio di Sessions e Hollins. Nello stesso tempo I Wolves, avevano preso Beasley da Miami(un altro tranquillo..); la coppia in sè per sè a livello strettamente tecnico era interessante, ma non so quanto sarebbe durata, vista i caratterini dei due ragazzi. Parlo al condizionale, proprio perchè I Timberwolves, poco dopo l'acquisto, rilasciarono Delonte(causa:10 giornate di squalifica per la prossima stagione, oltre alla libertà vigilata e 40 ore di lavori sociali, in seguito al fattaccio del possesso illegale di armi, ndr). Io, sinceramente, avrei pensato al peggio per la carriera NBA di West, e invece fui seccamente smentito. Infatti Delonte la prossima stagione giocherà ai Celtics! Parliamo di un ritorno, in quanto giocò in Massachussets dal 2004 al 2007, prima di essere ceduto ai vecchi Sonics nella trade che ha portato a Boston Ray Allen(con la conseguente formazione dei famosi "Big 3").
Super scomessa da parte di Rivers e compagnia bella, che tenterà di "mettere in riga" questo semi-teppista. Dispiace dire cosi, perchè ha qualità tecniche invidiabili, che però purtroppo potrebbero essere sfruttate anche meglio, se mantenesse una linea corretta fuori dal campo. Nel contesto Celtico, molto probabilmente West farà il cambio a Ray Allen, e francamente penso che un cambio così sia tutt'altro che dannoso, ma come ho detto in precedenza, c'è da tenerlo d'occhio. Auguro a Delonte West una buona fortuna ai Celtics, sperando che la sua vita possa migliorare in positivo
domenica 5 settembre 2010
Let me introduce myself
Prima di cominciare “realmente” a scrivere per questo blog, o quantomeno provarci, credo sia il caso di presentare brevemente il sottoscritto. Sono un adolescente, abbastanza generoso, e talvolta, aihmè permaloso, che nutre una passione irrefrenabile per la pallacanestro. Ora tralascio i miei pregi e difetti, e vorrei soffermarmi sullo sport, almeno secondo me, più bello del mondo. L’amore per la palla a spicchi nasce a 6 anni, quando frequentavo la 1a elementare. E da quel momento fino ad oggi, la passione cestistica (sia sul campo, sia fuori)è aumentata sempre più, fino ad arrivare ad una pseudo-forma di droga, senza la quale probabilmente farei fatica a stare. Può essere considerata anche una forma di malattia, ed io ne sono totalmente consapevole. Riuscirei a seguire qualsiasi campionato mi venisse proposto davanti, ma la passione per il mondo NBA è diventata quasi un’ossessione, rivelatasi effettivamente tale dal 2007, mentre prima poteva considerarsi solo uno svago. Vorrei aprire questo blog proprio per condividere tutte le mie sensazioni riguardo qualsiasi tipo di circostanza, e informarmi e soprattutto informarvi sulle principali notizie (sempre condite da qualche giudizio strettamente personale) circa la lega americana più bella che c‘è. Ovviamente, a volte, ci saranno delle eccezioni, e si parlerà di NCAA o di basket Europeo. Ma l’Universo NBA sarà posto davanti a tutto e tutti. Se volete contattarmi per qualsiasi ragione la e-mail a cui scrivere è lorenzopettinato.3@gmail.com, e qualora questa non vi bastasse, potrete contattarmi sui social network “Twitter”(sotto il nome di Lorenzo_bball) o su Facebook( Lorenzo Pettinato). Direi che non ho altro da aggiungere. Vi auguro una buona lettura del blog, sperando che non vi dispiaccia troppo.
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