sabato 16 ottobre 2010

Cavaliers, quanto è distante il baratro?

La città di Cleveland, quest'estate, in diretta Tv (ESPN) è stata abbattuta. La scelta del loro simbolo LeBron-perchè "The Choosen One" rappresentava quasi uno stato, non solo una franchigia- ha letteralmente fatto crollare il morale di molti fan sparsi per lo Stato del Northwest, e da quel momento in poi, la frase che è andata,e che va di moda ancora adesso è "The Big Mistake in The Lake". Non credo servano interpretazioni per capire questa espressione e quest'anno probabilmente, a prescindere dalle dichiarazioni di Gilbert, owner della squadra, (provocazioni e "incazzature" post-James, è ovvio dai!)che sfidò e attaccò duramente LBJ, i Cavs, saranno una delle squadre che, in rapporto vittorie stagione 2010-vittorie stagione 2011, scenderanno più in basso. la partenza del "Prescelto", sta a spiegare chiaramente che non è stato fatto il dovuto sul mercato per permettere a James di vincere quel famoso anello che gli manca(anche se la colpa non è solo degli altri, questo va detto...). Detto ciò, e visto i resoconti dell'Estate, la stagione dei Cavaliers si presenta con più ombre che luci. James, come sappiamo tutti, era "la squadra"; scherzi a parte, i giocatori di talento non mancano, ed è presente un allenatore affidabile come Scott, che potrebbe essere in grado di motivare ogni singolo giocatore a far bene. Ciò che a me personalmente preoccupa, è il fatto che questa squadra non abbia un leader vero e proprio, e forse per l'ex coach dei Nets e degli Hornets, sarà difficile fare giocare una squadra senza un punto fisso. (esperienze passate di Scott: a NJ c'era Kidd, in Luoisiana c'era Paul)La curiosità non manca neanche per vedere Cleveland all'azione, ma ciò che potrebbe realmente suscitare interesse, è il veder giocare un team senza la loro stella, il loro punto di riferimento. LeBron. Per quanto riguarda i risultati, beh, la mia curiosità(e non solo la mia) scende parecchio...
La probabilità più elevate sono quelle di non vedere Cleveland neanche ai Playoff, e vederla scendere così in basso, dopo quattro anni trascorsi sempre tra le più alte posizioni in NBA,  di sicuro non mette allegria.

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