mercoledì 13 ottobre 2010

Dove possono arrivare questi Bucks?

L'anno passato è stato senza dubbio molto buono per Milwaukee,rivelatasi una delle sorpese della lega con un ottimo 46-36 al termine della regular season, oltre ad una grande battaglia al primo turno dei playoffs contro i forti Hawks, persa 4-3, con il "big man" Australiano della squadra Andrew Bogut (Braccio e polso fuori uso, dopo una brutta caduta in seguito ad una schiacciata nel finale di stagione), pedina fondamentale nello "scacchiere" di coach Skiles, fuori uso. Una delle soprese dello scorso anno nella "città di Fonzie" è stata Brandon Jennings, stella ai tempi della Oak Hill Accademy e mezzo flop a Roma(motivi di minutaggio  e feeling con  l'ambiente e con il tipo di gioco "europeo").Molti ovviamente, stentavano a credere, più che al talento, al grande approccio immediato con la NBA, e prontamente "Young Buck" li ha smentiti. Di certo ci sono stati dei limiti che andranno migliorati nel tempo, come ad esempio (è ancora un ragazzetto)il 37% nei tiri dal campo, e  varie scelte offensive e difensive rivedibili, ma ciò che ha colpito di più del nativo di Compton sono stati il saper giudare con grinta e coraggio una squadra fino ai playoffs. Sono state varie le partite ad alto livello di Brandon(soprattutto nella prima parte di stagione, poi c'è stato un calo, che però non ha influito con i risultati della franchigia); per citare la più famosa, come scordare i 55 punti contro gli Warriors? E' praticamente impossibile, anche perchè a segnarli non è stato LeBron o Kobe!(mettiamo da parte la difesa di Golden State però eh...). Come detto precedentemente, nonostante un calo progressivo da metà stagione in poi, è riuscito a dimostarsi "pronto" a guidare una squadra con record vincente fin dal primo anno. Da BJ, passiamo ad altre due pedine molto importanti per Skiles la scorsa stagione: Bogut, come detto all'inizio, e John Salmons. Quest'ultimo preso prima della "trade deadline" di Febbraio, è riuscito a creare molte soluzioni offensive(anche per merito dell'head coach), per un team che fino a poco tempo prima dell'approdo dell'ex Bulls, affidava i propri attacchi praticamente solo a Jennings e al centrone Bogut. Proprio lui, il "big man" che ha garantito per un anno intero difesa e attacco allo stesso tempo, per poi dover rinunciare ai POs per l'infortunio accennato in precedenza. Altre menzioni speciali ovviamente spettano, in primo luogo, all'allenatore Skiles, il quale è riuscito a garantire alla squadra equilibrio su entrambi i lati del campo, e ai vari comprimari come Mbah Moute (a mio avviso difensore eccezionale, fin dai tempi di UCLA), il play diligente Ridnour, senza dimenticarsi di uno dei protagonisti degli ultimi mondiali, il Turco Ilyasova(tralasciando gli altri, 
altrimenti dovrei elencare tutto il roster!).
Il mercato estivo della franchigia è stato molto attivo, e i cambiamenti non si sono fatti attendere. Le aggiunte al roster dei vari Maggette, Douglas-Roberts, oltre a Dooling e Gooden, o la conferma di Salmons, hanno, sulla carta, migliorato la qualità del team, seppur dovendo "sacrificare" un giocatore che io stimo molto,Ridnour.
A livello tecnico, Skiles avrà il ruolo più complicato, e perciò decisivo. Dovrà esser bravo a far "coesistere" molti "role players" (esempio lampante Salmons, Maggette, per dare l'idea),ed il probabile rientro di Redd "complicherebbe" il suo lavoro in questo senso. I Bucks sono una squadra che quest'anno seguirò molto perchè la sfida che la società ha lanciato a Skiles e compagnia bella, non è delle più facili, e suscita in me molta curiosità: Fare quel "salto di qualità", confermandosi tra le posizioni alte della classifica, e aumentare il record della passata stagione. Ci riusciranno? Lo scopriremo queta primavera.


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